di Silvio Bernardi

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Una strada di comunicazione fra l'Italia e l'alta valle del Rodano fu tracciata e completata nel 196 d.C. sotto il consolato di Caio Domizio Destro, con una spesa di 13.000 sesterzi pari a circa 2.500.000 di lire italiane, raffronto monetario molto "sui generis" che non può certamente tenere conto della continua e ormai cronica svalutazione dei nostri tempi. Fu per l'epoca un'impresa ciclopica e di essa fa testi-monianza il rudere di una antica iscrizione nel territorio di Vogogna. Su quello stesso tracciato, opportunamente ampliato e rinforzato, Napoleone I volle costruire, con la tenacia che lo contraddistingueva, la "sua" strada attraverso le Alpi per niente impressionato dalla maestosa inviolabilità degli eterni ghiacciai Nacque così nel 1806 l'arteria, comprendente sette gallerie e ventitré ponti, che univa il territorio elvetico a quello italiano da Briga a Domodossola, valicando il Sempione a quota 2008 m. e snodandosi per ben 66 km in una successione caleidoscopica di verdeggianti praterie, di spumeggianti cascate e di svettanti picchi bianchi di neve. Chi, agli albori dell'800, ebbe la ventura di percorrere quella strada in diligenza tra il tintinnio delle sonagliere e lo schioccare della frusta del baffuto postiglione, avrà certamente provato l'ineffabile gioia che pervade chiunque osservi quei panorami irripetibili ...

La strada del Sempione in una incisione d'epoca (coll. A. Gamboni).

 

 

L'arrivo di una Diligenza Postale all'Hotel de la Poste - Sempione.

 

Per quasi un secolo la via del Sempione servì egregiamente ai traffici fra l'Italia, la Svizzera, la Francia e gli altri paesi europei con queste confinanti, ma dopo la costruzione dei trafori ferroviari del Cenisio e del Gottardo, non si poteva non pensare alla possibilità di aprire nella montagna una galleria con uno sbocco in suolo nazionale ed uno in suolo elvetico (quella del Gottardo li aveva entrambi in territorio elvetico) che unisse direttamente l'Italia e la Svizzera. A questo punto sarà lecito ricordare che non si può pensare al "romantico 800” soltanto come al secolo dei duelli d'onore, dei pierrots incipriati, delle lampade a gas, dei velieri e delle macchine dal fumaiolo lunghissimo. Nel secolo scorso furono eseguite anche altre formidabili opere della tecnica e dell'ingegneria che ancora oggi stupiscono il mondo intero soprattutto per la loro audacia e grandiosità, opere rese possibili innanzitutto dalla utilizzazione della poderosa forza motrice del vapore che poté azionare grosse macchine utensili come il laminatoio, il martello a percussione, il maglio, la pompa a vapore, etc. e poi dallo spirito pioneristico che animava, come febbre operante, i valentissimi ingegneri dell'epoca laureatisi presso i primi Politecnici sorti sempre più numerosi per volere dei governi che, compresero l'importanza di appoggiare le iniziative tecnico-scientifiche.

Come tutti quelli dell'epoca, il progetto fu inizialmente avversato dai governi di allora e in particolare da quello italiano il quale giunse ad affermare che il passo del Sempione non aveva alcun interesse per il nostro Paese, benché fosse già notevole il traffico con la Svizzera attraverso il Gottardo.

 

Gli anni che precedettero la costruzione della galleria del Sempione furono anni di studio e di contrasti, ma la "moda" tipica dell'800 di bucar montagne ebbe il sopravvento e, nonostante la lunga incubazione del progetto (cinquant'anni di ripensamenti) finalmente in una fredda mattinata primaverile del 1901 il silenzio di quei monti fu interrotto dalla febbrile opera dei cantieri: i lavori della nuova via sotto i ghiacci, erano iniziati!

 

 

L'imbocco del traforo del Sempione ad Iselle, versante italiano.

 

 

Locomotore elettrico trifase al traino dell' Espresso del Sempione.

 

Occorsero ben otto anni di ciclopica fatica perché il primo treno percorresse i quasi venti chilometri di binario che dividevano Briga da Iselle; ma tant'è: la galleria del Sempione che era costata la vita a ben 56 uomini, quasi tutti italiani, prese vita e nell'aprile del 1909 il treno reale composto da quattro vetture e una locomotiva la attraversava, inaugurandola. La galleria del Sempione nacque a binario semplice, ma a fianco fu scavato un cunicolo che veniva utilizzato per lo sgombero dei materiali: questo cunicolo successivamente, nel 1921, fu allargato per far posto al secondo binario. Oggi infatti il grande traforo è a due binari come tutti gli altri e presenta la singolarità della separazione delle due gallerie e la stazione centrale costruita per gli incroci. La galleria del Sempione costò 90 milioni circa e l'Italia contribuì con un sussidio a fondo perduto, in parte dato dal Governo e in parte dagli enti locali. La costruzione di questa grandiosa galleria fu fatta sempre con operai italiani specializzati in lavori pericolosi e particolarmente ardui, ma è giustizia riconoscere l'abilità tecnica spiegata dalla ditta tedesca costituita dagli ingegneri Brandt e Brandau, che assunsero l'appalto e affrontarono le gravi difficoltà connesse al traforo. Erano trascorsi 90 anni dalla nascita della prima galleria ferroviaria del mondo, quella cioè realizzata da Stephenson sulla linea Liverpool-Manchester nel 1826, ed in questo lasso di tempo molti furono i trafori portati a termine dalla volontà e dall'ingegno umano, ma forse nessuno costò tante vittime e tanta fatica come quella del Sempione che indubbiamente è e rimane la galleria che più di ogni altra è vicina al cuore di noi italiani.

 

Fascicolo di grande formato stampato dai F.lli Treves di Milano

in occasione della "Esposizione Internazionale del Sempione" tenutasi nel 1906.

(tratto da ClamFerrovia, anno V, n. 19 - maggio 1986)

 

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