LA NUOVA LINEA

A MONTE DEL VESUVIO

di Rosario Saccone

chiudi la pagina

 

Sul numero 33 di ClamFerrovia, uscito nel marzo 1988, l’ing. Vincenzo Fuso così intitolava un suo articolo, ricordando che già nel 1981 era stato stilato un programma ministeriale con relativa erogazione di fondi per la  costruzione di detta linea. Spiegava inoltre che tale denominazione «nasce da un’indicazione puramente convenzionale, poiché per i napoletani è naturale un riferimento figurativo mentale, che vede in basso il mare, più in alto il Vesuvio, e poiché per la linea in parola si prevede un percorso che in tale riferimento è al di sopra del Vesuvio rispetto al mare, ecco che si parla di linea “a monte” del Vesuvio».

Ad oltre vent’ anni da quello scritto la linea è stata aperta al traffico commerciale nel giugno del 2008 con l’ attivazione dell’ orario estivo costituendo un collegamento veloce tra Napoli e Salerno che permette ai treni di evitare la storica linea costiera oramai satura.

Integrata nel progetto Alta Velocità/Alta Capacità, è stata realizzata con caratteristiche tecniche che la rendono più simile alla Direttissima Roma-Firenze che non alla Roma-Napoli AV/AC: la velocità massima infatti è di 250km/h, è alimentata col sistema tradizionale a 3000Vcc ed è dotata di segnalamento luminoso e ripetizione in macchina a 9 codici (ovviamente coadiuvato dall’ SCMT). Ciò consente anche a convogli non espressamente dedicati alle linee AV di percorrerla ed in particolare era previsto sull'  orario cartaceo, in vendita in edicola, che vi transitassero alcuni treni Regionali senza fermate intermedie tra Napoli e Salerno che avrebbero poi proseguito fino a Sapri effettuando tutte le fermate in modo da collegare più rapidamente le popolazioni del Cilento e delle estreme propaggini meridionali della Campania col capoluogo; di tali treni però al momento non vi è traccia ed il traffico regolare è costituito solo da treni a lunga percorrenza (ES, IC e qualche sporadico Espresso).

 


Foto 1 - l' EXP1673 Torino-Salerno trainato da un vecchio E656.

Foto 2 -  un nuovissimo ETR600, ancora non in servizio,

in prova sulla LMV.

Come si vede nello schema del nodo di Napoli qui riprodotto la linea, evidenziata in giallo, ha origine (anche secondo la progressiva chilometrica) sul lato sud del fascio binari di Napoli Centrale all’ altezza della stazione di Gianturco ed i treni vi accedono in corretto tracciato mentre sono instradati in deviata sulla vecchia linea costiera.


Figura 1 -  il nodo di Napoli nella sua attuale configurazione (11/2008)

3 - l'inizio della LMV all' altezza di Gianturco con un IC che impegna la linea: all' estrema sinistra inizia l'attuale linea costiera (cosiddetta variante Salerno destinata ad essere soppressa), in primo piano uno dei binari provenienti dalla linea di Caserta via Cancello che, alle spalle del fotografo, prosegue nel passante metropolitano (percorso ancora non attivato); all' estrema destra i nuovi binari per Salerno. 

Foto 4 -  il segnale che protegge sia la LMV che la vecchia linea costiera; sullo sfondo il deposito di Napoli Smistamento.

Una breve galleria sottopassa il deposito di Smistamento ed all’uscita si passa accanto al nuovo I.D.P. (Impianto Dinamico Polifunzionale)  per la manutenzione dei rotabili, recentemente inaugurato.

Foto 5 - l'Impianto Dinamico Polifunzionale di Napoli Smistamento di recente inaugurato.

La linea viene a trovarsi affiancata alla Napoli-Cancello in direzione nord fino all’ altezza di Casoria. Qui è in fase di realizzazione il collegamento che consentirà ai treni AV provenienti da Roma e diretti a sud di proseguire per Salerno (previo cambio di alimentazione) bypassando l’ intero nodo di Napoli; un servizio che potrà essere attuato solo in seguito alla costruzione della stazione passante di Campania-Afragola. In questo punto si sta pure lavorando ad un altro raccordo che consentirà la penetrazione dell’AV direttamente nella stazione di Napoli Centrale evitando così l’attuale itinerario via Aversa e l’interconnessione di Gricignano.

Foto 6 - all'uscita della galleria in primo piano i binari della penetrazione della linea proveniente da Caserta via Cancello nel passante metropolitano di Napoli.

Foto 7 - i lavori di costruzione del bivio Casoria che collegherà la LMV direttamente con la Roma-Napoli AV.

Dopo un'ampia curva il percorso piega decisamente verso sud-est tenendo il Vesuvio alla propria destra ed è tutto in viadotto fino all’altezza di Somma Vesuviana dove si abbassa in trincea per poi entrare nell’ omonima galleria di circa 3 km.

Foto 8 - l'IC+723 "Peloritano" poco prima della trincea di Somma Vesuviana.

Foto 9 - l'ES9360 proveniente da Taranto nella medesima località.

Poco oltre l’uscita dal tunnel vi è l’unica località di servizio, denominata Posto di Comunicazione Vesuvio. Subito dopo i due binari di corsa si separano su due viadotti distinti: si è cosi predisposta la possibilità di realizzare un raccordo per immettere sulla LMV i convogli (in particolare i merci) provenienti da Cancello e Nola dove sorge l' Interporto ed in futuro saranno realizzati gli impianti per il ricovero e la manutenzione dei rotabili di NTV, il nuovo operatore privato di trasporto ferroviario viaggiatori. All'altezza di Sarno le due linee si affiancano (un viadotto varca l’omonimo fiume) e immediatamente dopo, alla progressiva 38.444 la linea termina presso il Bivio Sarno.

Foto 10 - il viadotto che si sdoppia all' altezza di Sarno.

Foto  11 - un treno merci diretto a Caserta quasi all' altezza della confluenza con la LMV.
 

Qui avviene la confluenza con la linea proveniente da Caserta che a sua volta, dopo il P.M. Torricchio e l’omonima galleria, si immette a Bivio S. Lucia nel lungo tunnel di valico della Napoli-Salerno, chiudendo dunque un ampio anello intorno al vulcano partenopeo.

Foto 12 - il P. M. Torricchio situato sulla linea per Salerno dopo la confluenza con la LMV.

Foto 13 - il Bivio S.Lucia dove la linea di proveniente da Caserta si immette sulla tirrenica.
 

Foto 14 - il portale sud della Galleria S. Lucia, tunnel di oltre 10km aperto al traffico nel 1977

per evitare ai treni il transito per il ripido valico di Cava de' Tirreni.

Foto 15 - il treno diagnostico Archimede di RFI a Napoli Centrale di ritorno da una sessione di prove sulla LMV.

Foto 16 - il viadotto della LMV all' altezza di Casoria così come visibile

dalla casa dell' autore di queste note (in primo piano la pista dell'aeroporto di Capodichino).

chiudi la pagina