di Gennaro Fiorentino

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Il recente acquisto di un nuovo televisore, mi ha permesso di accedere alla visione su grande schermo di tanti canali fino a quel momento visti solo su PC. Pare si chiami Smart TV. Allora si è aperto un nuovo mondo inesplorato potendo godere della magnificenza dei 50’’ per apprezzare dei documentari a tema ferroviario, presenti su Youtube.

Mi sono così imbattuto in un filmato, ma ce ne sono diversi sotto lo stesso leit motiv, che analizza le reti metro europee con l’ambizione, logicamente inappagata, di designarne la migliore. Infatti non è chiaro quale potrebbe essere il metro (è il caso di dirlo) di giudizio. Efficienza? Estensione? Passeggeri trasportati? Puntualità? E via di seguito.

Il prezioso lavoro però sciorina una serie di notizie, alcune scontate, altre inedite, altre curiose. Mi è venuto così il prurito di condividere con i nostri lettori questo balletto di cifre, senza assumermene né il merito, né tantomeno la paternità; anzi indirizzando, chi volesse approfondire, a visionare il bel filmato della lunghezza di circa 30 minuti di cui fornirò il link alla fine.

Parlando di metropolitane, il primo quesito che viene da porsi è quale potrebbe essere stata la prima in assoluto. La risposta è abbastanza risaputa. Fu quella di Londra aperta al pubblico nel 1863. È chiaro che all’origine operava con trazione a vapore tant’è che i suoi vagoni erano privi di finestrini per evitare l’intrusione dei fumi. Le stazioni venivano annunziate da volenterosi conduttori che saltavano da un veicolo all’altro. La curiosa abitudine è riprodotta in un’intelligente ambientazione godibile presso il Museo dei Trasporti in Convent Garden, quartiere della capitale. Giacché ci siamo, parliamo anche di un altro suo primato: l’estensione. Essa conta km 402 di rete serviti da 382 stazioni lungo 11 linee. Il numero dei passeggeri annui: 1 miliardo e cento milioni.

La stazione Clapham Common della Northern Line di Londra Foto di David Iliff (da wikimedia).

Circa la seconda, ma in realtà la prima del continente, risulta Budapest che con la linea M1 strappa per pochi mesi il primato a Glasgow. Ma quest’ultima un altro record ce l’ha; ci torneremo più avanti.

Ritornando a Budapest, la sua linea M1 nacque elettrificata all’origine; di certo usufruendo dei precoci studi nel campo della trazione elettrica a cura della scuola ingegneristica ungherese in materia di elettrotecnica. La linea d’origine è avulsa dal restante della rete; ma è davvero particolare se è vero che le hanno dedicato un Museo a Deak Ferenc, dopo la consacrazione nel 2002 come patrimonio dell’umanità. Le sue stazioni e le intelligenti soluzioni di accesso/deflusso del pubblico fecero scuola. Ispirarono infatti il sistema della rete metropolitana newyorchese che sarebbe stata aperta da lì a poco.

In questa nostra disamina non poteva mancare il riferimento ad un altro mastodonte: il sistema metropolitano di Parigi. Aperto nel 1900, oggi può contare su ben 16 linee sulle quali si muovono annualmente 1 miliardo e 600 milioni di passeggeri su una rete di 202 chilometri con 320 stazioni. Alcune linee sono automatiche e viaggiano su pneumatici.

La stazione Bastille della linea 1 della metropolitana di Parigi. È la linea più antica, ma dal 2012

resa più moderna con il sistema driverless. I veicoli viaggiano su gomma (foto A. Pedretti).

Parlando di grandi numeri dobbiamo per forza trasferirci a Mosca, la cui metropolitana fu aperta solo nel 1935 e le cui stazioni sono note per l’eleganza che talvolta rasenta lo sfarzo. Da capogiro il numero di utenti annui: 2 miliardi e 450 milioni che la iscrive come la più frequentata in Europa e tra prime sei al mondo. Non di meno da notare la rete con 379 chilometri di estensione che servono 222 stazioni su 14 linee. Il mio documentario si premura sottolineare che sono in corso imponenti lavori di espansione e modernizzazione.

Stazione Novokuznetskava del metro di Mosca linea 2 autore Ludvig 14 (da wikimedia).

Dopo aver liquidato l’argomento grandi numeri, fermiamoci un po’ su alcune curiosità. Perveniamo a Kiev in Ucraina (tre linee su 70 chilometri) dove troviamo la stazione più profonda del mondo con i suoi 105,5 metri. Le fa da ideale controcanto Minsk in Bielorussia (2 linee su 37 chilometri) dove si è dovuto progettare i percorsi a pelo stradale per l’impossibilità di penetrare in profondità causa durezza degli strati del suolo.

Ritorniamo nel Regno Unito, a Glasgow come avevamo promesso. La piccola rete aperta nel 1896 (ma dopo Budapest) si presenta come una linea circolare (oraria ed antioraria) con 15 stazioni su 10 chilometri circa. E’ frequentata da un traffico annuo di circa 15 milioni di utenti che di certo la rendono non omologabile ai grandi numeri testé esposti. La citazione si rende opportuna per ricordare il singolare scartamento operativo che è di 4 piedi (mm. 1219) mentre il diametro delle gallerie di metri 3,35 obbligano l’adozione di materiale rotabile costruito ad hoc e definito alla recente esposizione Inno Trans di Berlino: lilipuziano.

Esposto ad Innotrans 2018, uno dei 17 nuovi complessi per il metro di Glasgow

prodotti dalla svizzera Stadler in modalità driverless (foto A. Pedretti).

Ci portiamo a Lyon (Francia) per un’altra singolarità. Aperta ufficialmente nel 1978 conta 4 linee definite con le lettere dell’alfabeto, su 32 chilometri e 42 stazioni. Traffico adeguato all’estensione di circa 200 milioni annui. La particolarità consiste nel fatto che la linea C, la più vecchia del sistema, è l’unica linea metropolitana a cremagliera del mondo.

Elettromotrice storica della linea C di Lyon entrata in servizio nel 1974 al momento della trasformazione

da funicolare in metro, Funzionò fino al 1984. Ora al Museo di Moulhouse (foto G. Fiorentino).

Questa unicità obbliga come per Glasgow, al rifornimento di materiale rotabile specifico.

Non abbiamo fino adesso parlato dell’Italia che qualche primato pure lo meriterebbe. Per esempio il filmato non cita la linea 2 di Napoli dando invece la primogenitura alla linea B di Roma (1955). Il motivo anche se non proprio condivisibile, è quello che la nostra direttissima si presta più ad una moderna classificazione di passante ferroviario piuttosto che metropolitana. In compenso la cittadina M1 può vantare nella stazione Toledo, la più bella d’Europa. Stiamo ancora in Italia per citare altre due curiosità. La metropolitana di Catania (una linea su 11 stazioni) è l’unica d’Europa (forse del mondo) che non funziona la domenica.

Complesso Firema del metro di Catania ripreso in località porto (foto G. Fiorentino).

La seconda è rappresentata dal metro di Torino che è l’unico italiano ad adottare il sistema automatico VAL ma non l’unico in modalità driverless che è condiviso dalla M5 di Milano, da Brescia e dalla linea C di Roma.

Istanbul pure detiene il suo bravo primato. È l’unica città tra quelle esaminate ad avere un metro transcontinentale. Per carità niente di fantascientifico. La strana circostanza è attribuibile solo alla particolare posizione della capitale turca posta tra le sponde di due continenti. Infatti dal lato asiatico svolgono il loro servizio la M4 e la M5.

Alla fine di questo breve excursus ci chiediamo quale sia la migliore metropolitana d’Europa. Come ho detto all’inizio, è un quesito senza un risultato non essendoci intesa sul metro di paragone. Però…

Concludo con due citazioni. Vienna con i suoi km. 83 e cinque linee (una delle quali ricavata dalla vecchia Stadtbahn), ha di recente acquisito un riconoscimento per l’efficienza. Tuttavia è la metropolitana di Varsavia (2 linee su 27 chilometri) che ha ricevuto molti apprezzamenti ufficiali per il modo con il quale è stata costruita tenendo in conto il risparmio energetico, l’inquinamento e l’efficienza.

Per chi volesse godere del filmato per intero che ha ispirato questo articolo, può collegarsi a:

 

 https://www.youtube.com/watch?v=cCUuDjZ7ro8

 

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