di Antonio Gamboni

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Per raggiungere le sue colonie indiane via mare, la Gran Bretagna doveva far percorrere alle proprie navi il periplo dell’Africa doppiando il Capo di Buona Speranza con un viaggio che durava cento giorni. Questo collegamento, noto come la "Valigia delle Indie", era in principio principalmente un servizio postale. Nel 1829 le cose cambiarono allorché Thomas Waghorn, un ex ufficiale della Royal Navy, propose di passare attraverso l’Egitto ed il Mar Rosso; in tal modo per raggiungere Bombay il viaggio si sarebbe ridotto a 60 giorni.

Poiché il canale di Suez sarà aperto solo nel 1869, questo nuovo percorso prevedeva che le navi provenienti dall’India giungessero a Suez dove merci e passeggeri trasbordavano, quindi pervenivano ad Alessandria d’Egitto a dorso di cammello, attraverso il deserto. Qui i piroscafi della "Peninsular and Oriental" (P&O) salpavano dirigendosi verso lo stretto di Gibilterra e, attraversatolo, costeggiando la penisola iberica fino allo stretto della Manica, raggiungevano Dover e si era finalmente in patria.

Dal 1839 avvenne un'ulteriore modifica del percorso: il collegamento navale fu limitato da Alessandria al porto di Marsiglia e da qui, via terra, merci e passeggeri giungevano a Boulogne. Non restava che traversare la Manica per essere in Gran Bretagna.

Il piroscafo "Hindostan" della P&O il 24 settembre 1842 in rotta sull'Oceano Indiano (Archivio P&O).

Con lo sviluppo ed il progresso della rete ferroviaria francese, dopo lo scalo di Malta, i piroscafi della P&O provenienti da Alessandria d'Egitto terminavano il loro viaggio a Marsiglia; da qui si proseguiva in treno fino a Calais, passando per Lione e Parigi.

L'imbarcadero di Calais con le navi traghetto pronte al trasporto dei passeggeri della "Valigia delle Indie".

(coll. A. Gamboni)

Dopo l’unità d’Italia, a seguito dei lavori di scavo del Canale di Suez iniziati nel 1859, il neonato governo propose alle autorità britanniche di utilizzare per la "Valigia delle Indie" il percorso italiano in alternativa a quello francese, pur sapendo che la rete ferroviaria e lo stato dei porti non permettevano un utilizzo immediato delle strutture. Tuttavia, proprio nel 1862, fu comunque attivato un primo collegamento marittimo tra Ancona ed Alessandria con scalo a Brindisi utilizzando quattro piroscafi della società italiana Adriatico-Orientale; nel frattempo si diede inizio ai lavori per migliorare i collegamenti ferroviari e sistemare il porto di Brindisi al fine di renderlo idoneo a ricevere i grandi piroscafi della P&O. Purtroppo i lavori non furono eseguiti nelle modalità e nei tempi preventivati.

Nonostante tutto, nel 1866 un inviato britannico studiò con attenzione la possibilità di attraversare la penisola ed imbarcare a Brindisi, mediante trasbordo, passeggeri e merci della "Valigia delle Indie", avendo ritenuto lo scalo pugliese interessante per la sua posizione geografica.

Il porto di Brindisi con un piroscafo della P&O (da sito internet).

Nel 1869 la validità del percorso alternativo italiano mostrò i suoi vantaggi a seguito di una "Valigia delle Indie" supplementare che la P&O aveva messo in essere attraverso il territorio italiano, con imbarco nel porto di Brindisi ed arrivo ad Alessandria con l'impiego di una compagnia di navigazione italiana.

Fu il 25 ottobre del 1870 che la Valigia transitò ufficialmente per la prima volta attraverso la penisola con imbarco a Brindisi sul piroscafo Delta, il primo della P&O ad approdare in città. Tuttavia, anche se il canale di Suez era stato inaugurato l’anno precedente, La Valigia faceva scalo ancora nel porto di Alessandria. Da qui, con il treno, i viaggiatori e le merci venivano trasportati sino a Suez per continuare il viaggio attraverso il Mar Rosso sino a raggiungere Bombay.

Passeggeri della "Valigia delle Indie" durante il trasbordo a Brindisi (da sito internet).

La possibilità di utilizzare il treno per coprire una tratta della "Valigia delle Indie" non sfuggì a Nagelmackers, il fondatore della CIWL. Egli inserì nei percorsi dei suoi treni un collegamento internazionale da porto a porto: quello da Calais a Brindisi. Questo treno di lusso, inaugurato venerdì 18 luglio 1890, fu denominato “Peninsular Express” e, partito da Calais, toccava Parigi, Digione, Torino, Piacenza, Bologna, Ancona, Foggia, Bari e infine Brindisi. In realtà la cosa era nata nel 1879 quando al centro del treno postale per l’India fu attaccato un vagone letto della CIWL limitatamente alla tratta Calais - Bologna. Nel 1886 il servizio fu esteso fino a Brindisi.

 

Treno rapido Calais-Brindisi della "Valigia delle Indie" che, una volta a settimana, effettuava esclusivamente

servizio postale, senza passeggeri (coll. A. Gamboni).

La "Valigia delle Indie" nella stazione di Castellammare adriatico (da sito internet).

Tornando al “Peninsular Express”, esso si inseriva nel collegamento Londra - Bombay, viaggio che veniva effettuato per treno da Londra a Dover, per battello da qui a Calais, nuovamente per treno fino a Brindisi ed infine per nave, attraverso il canale di Suez, fino a Bombay. Il tragitto Londra - Brindisi, secondo le pubblicità dell’epoca, era coperto in appena 45 ore. Cosa strana è che il viaggio era programmato solo per l’andata in India. La partenza era settimanale ed avveniva da Londra alle ore 3,15 del pomeriggio; alle 11 di sera si era a Parigi per poi viaggiare l’intera notte, tutto il sabato, ancora una notte per giungere alle 4 del pomeriggio della domenica a Brindisi. Dopo una sosta di sei ore ci si imbarcava per Bombay che veniva raggiunta dopo alcuni giorni di viaggio.

Manifesto con il percorso completo Londra-Brindisi-Bombay de "La valigia delle Indie"

il cui tratto ferroviario era denominato "Peninsular Express" (Riprod. coll. A. Gamboni).

Nagelmackers poté realizzare il suo treno perché erano stati inaugurati nel 1869 il canale di Suez, che accorciava enormemente le distanze tra Occidente ed Oriente, e nel 1870 il traforo alpino del Frejus attraverso il quale Torino era collegata direttamente alla Francia. In territorio italiano il “Peninsular Express” si immetteva sulle rotaie della Rete Adriatica nella stazione di Piacenza per restarvi fino a Brindisi.

Vettura ristorante della CIWL in servizio sul "Peninsular Express" (Archivio CWL).

Nel 1897 la compagnia di navigazione P&O destinò al porto di Marsiglia i suoi grossi piroscafi, lasciando in esercizio a Brindisi solo "Iris" ed "Osiris", due battelli più piccoli e più veloci diretti a Port Said. Nonostante il rinnovo delle convenzioni, lo scalo brindisino assumeva sempre più minore importanza per la compagnia britannica, tanto che gli approdi furono ridotti da quindicinali a mensili.

Questa situazione di precarietà si protrasse fino al 1914, quando, dopo circa 40 anni, la "Valigia delle Indie" fu soppressa.

    

Orario del 1890 e manifesto pubblicitario del treno di lusso "Peninsular Express" (da sito internet).

 

Copertina della partitura per piano di "La Malle des Indes", un galop brillant

musicato da Georges Lamothe ispirandosi alla celebre "Valigia delle Indie" (coll. A. Gamboni).

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