di Maurizio Panconesi

 

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Forse non sono molti i collezionisti di orari: riteniamo però che, dopo le considerazioni riportate sulle righe che seguiranno, qualcuno in più possa aggiungersi alla ristretta schiera dei loro amatori.

Un piccolo orario tascabile del 1868 ... di 140 anni fa (scriviamo la cifra in numero per farne meglio apprezzare la vetustà del documento), appartenente ad anni in cui l'Italia era stata da poco unita ma ancora non aveva in Roma la sua Capitale (dal 1870; un periodo che ci appare remoto, ed ancor più può apparirlo ammirandone le rare ed offuscate immagini di quegli anni.

Eppure, sfogliando le poche pagine di questo documento, pare quasi di riaprire una finestra sul passato, di iniziare un viaggio nel tempo, con la possibilità che ci viene data di "programmarlo" con i mezzi e le velocità di allora, magari studiandone le coincidenze, le fermate, le possibili soste ai buffets ...

Programmare così un viaggio con i tempi di allora, può costituire un'impagabile soddisfazione per l'appassionato, potendosi ritrovare anche i nomi di luoghi dove il treno oggi non passa più ormai da molti anni, oppure di vecchie stazioni divenute soltanto caselli ...

Ma cominciamo a sfogliare quelle antiche pagine dove a volte - lo confessiamo con una punta di nostalgia - abbiamo rinvenuto tra i fogli ingialliti ... un minuscolo granello di carbone, un particolare che ci siamo guardati bene dal togliere, rappresentando la poetica testimonianza di un lontano viaggio forse ... proprio in quel 1868!

Il formato dell'opuscoletto risulta assai ridotto rispetto ad oggi (misura 9 centimetri per 13 e dispone di sole 40 pagine) causa lo scarso numero di linee allora esistenti e per il fatto di essere relativo alla sola Alta Italia; la copertina, così come la carta delle pagine interne, sono di scarso spessore e qualità, con molte "fioriture" determinate dalla componente ferrosa della carta - a cui forse non sono estranei il tempo e la lunga permanenza in luoghi non esenti da umidità (soffitte, cantine, fondi di armadi o bauli, ecc...) - accrescendone tuttavia il fascino e donando loro quella nobile connotazione "di antico" che le rende ancor più desiderabili.

Ma passiamo alle pagine interne; troviamo, nella prima di esse, una precisazione del redattore di allora che riportava le residenze dei capi-traffico alla cui sede di competenza il viaggiatore poteva inoltrare eventuali reclami circa la qualità del servizio ... un fatto che meriterebbe sicuramente più attenzione anche oggi, soprattutto per i servizi locali!

 

Una pagina interna relativa alla linea Susa-Torino-Bologna-Firenze (coll. M. Panconesi).

 

Procedendo nella consultazione, troviamo poi una deliziosa cartina - di non grandi dimensioni né di elevata qualità grafica - ma di cui si apprezza assai lo sforzo da parte dell'Editore di voler riportare in dettaglio tutte le linee Alta Italia presenti sull'Orario: la cura giunge perfino a riprodurne il tracciato al tratto di una ferrovia allora appena entrata in servizio, la suggestiva Ferrovia Fell che scalava e valicava, ad oltre 2.000 metri di quota, il Passo del Moncenisio, in coincidenza da Susa con i treni della SFAI; ritrovarne il percorso e, più avanti, coincidenze ed orari di quella linea di cui oggi si serba a malapena un pallido ricordo, può rappresentare una suggestione non da poco.

L'aspetto più interessante di questi vecchi documenti sta proprio in questo: poterne immaginare un itinerario seguendone gli orari di quei treni di allora!

Nella pagina seguente, troviamo le "Avvertenze di viaggio" per i passeggeri: il viaggio in ferrovia rappresentava nel 1868 per molti la prima, inebriante esperienza di trasferimento; era per questo che le Società ferroviarie erano prodighe nel riportare norme e raccomandazioni sulle loro modalità di effettuazione sugli unici documenti - gli orari - destinati a quei loro ancora inesperti utenti.

Proseguiamo oltre e troviamo le "Corrispondenze'' di nuovo per l'ardita Ferrovia Fell del Moncenisio: se pensiamo che il possessore di questo orario forse lo acquistò proprio per percorrerla ... non nascondiamo che veniamo colti da un po' d'invidia per quelle lontane esperienze ...

Fanno poi seguito gli orari dei treni SFAI sulla linea da Susa a Firenze via Bologna - Bagni della Torretta - Pistoja, così come su altre linee importanti o minori, tutte riportate con la medesima cura e meticolosità nei particolari, tra cui meritano una menzione le minuscole e nitide lettere che ancora riportano gli effetti della pressione sulla carta prodotti dai caratteri da stampa.

E giungiamo infine all'ultima pagina di questo Orario SFAI del 1868.

Due le osservazioni da farsi: la prima, relativa all'elenco dei buffets, restaurants e caffè presenti lungo le linee dell'Alta Italia, veramente in numero esiguo anche considerando lo scarso sviluppo della Rete; l'altra, relativa agli ambitissimi posti di coupé di I classe, presenti in limitato numero sui convogli di quegli anni.

 

La prima pagina delle Avvertenze (coll. M. Panconesi).

Titolo:

Frontespizio dell'Orario del 1868 e la cartina a corredo dello stesso (coll. M. Panconesi).

 

Carrozza di I classe con telaio in ferro e cassa in legno delle Strade Ferrate dell'Alta Italia - 1881 (foto coll. A. Gamboni).

 

Estratto dal volume dello stesso Autore:

La Società Strade Ferrate dell'Alta Italia”, La Vaporiera, Cento, 2009

per informazioni su altre pubblicazioni dello stesso autore:

maurizio.panconesi@alice.it

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