Testo e foto di Raffaele Ciotti

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Essendomi pervenute da una borsa scambio le due semicasse del locomotore E 656.420 della ditta Lima, ed avendone notato l’ottima fattura dello stampo, delle griglie d’aereazione ed in generale di tutte le parti incise, decisi di usarle per ricostruire un vecchio locomotore E 656 sempre della stessa casa. Il modello, bisognevole di restauro, era caduto rovinosamente in terra frantumandosi del tutto. Dirò subito che gli interventi non hanno interessato le semicasse che, come già detto, si presentano molto ben proporzionate e dettagliate. Le modifiche sono state esclusivamente effettuate sugli aggiuntivi. A questo proposito devo fare una precisazione. Da buon modellista, preferisco costruire in proprio i vari aggiuntivi, demandando all’acquisto tutto quello la cui fattura richiederebbe attrezzature costose o grandi difficoltà costruttive.

Iniziamo quindi dai mancorrenti delle porte delle cabine che tendono ad “imbarcarsi” risultando oltremodo antiestetici ed irreali essendo di sezione rettangolare. Li sostituisco con quelli in acciaio ottenuti sagomando a misura degli spezzoni di corda di un “MI cantino” da 0,25 mm di una chitarra elettrica, la cui sezione è molto realistica, con una robustezza assicurata dal materiale dal quale è costituita.

Mancorrenti in acciaio

Occupiamoci ora dei fanali: Utilizzando il minidrill a mo’ di tornio e opportune limette, otteniamo le ghiere dei fanali bianchi, dentro le quali coleremo una goccia di resina trasparente (v. articolo “Tips & Tricks” stesso autore).

I fanali biamchi, e ...

Per quelli rossi di coda coleremo una piccolissima quantità di resina trasparente caricata con polvere rossa previa chiusura della parte posteriore con scotch da togliere ad essicazione avvenuta.

 

... quelli rossi.

Altri particolari che vanno sostituiti sono i respingenti, ambedue in plastica nera ed ottenuti in un solo pezzo. Ho previsto che sarebbero dovuti essere operativi e cioè dotati di molleggio. Per conseguire questo scopo ognuno è composto da 4 pezzi: flangia fotoincisa, guaina esterna, molla, respingente vero e proprio (convesso e piatto) assemblati e poi verniciati. Per la loro realizzazione vedi il già citato articolo “Trips & Tricks”.

Componenti di un respngente e respingente completo.

Sostituiamo ora i fischi e le trombe (in plastica) con altri particolari costruiti col solito sistema minidrill-limette in ottone. Per le trombe (realmente cave) sono stati usati dei rivetti da 1,5 mm.

Fischi e trombe in ottone.

Ovviamente chi non ha la possibilità di procurarsi i vari terminali e/o rivetti, potrà realizzare fischi e trombe con delle barrette cilindriche e tubetti in ottone di adeguate misure, ottenendo le svasature delle trombe a mezzo di una punta conica in acciaio.

 Occorre assolutamente sostituire gli antiestetici tergicristalli in plastica con altri ottenuti (nel mio caso) da fotoincisione in ottone e verniciati di nero  e completare il pancone con vomere, tubi dell’aria, accoppiatori REC maschio e femmina e gancio realistico. Particolari che essendo in microfusione, necessariamente dovranno essere acquistati.

Tergicristalli in fotoincisione e Pancone.

Rammento che per quanto riguarda la parte meccanica: il telaio ed i carrelli, come già detto, provengono da un modello precedente andato distrutto, equipaggiato con il motore “G” del quale sono note le irregolarità di marcia e la difficile regolazione. In particolare per quello che riguarda la velocità ai minimi giri, con l‘inverosimile scatto alla partenza; il problema è stato brillantemente risolto con la sua sostituzione effettuata con un motore di apertura/chiusura del cassetto di un vecchio lettore CD, ottenendone una buona fluidità di marcia accompagnata da un “minimo” abbastanza reale. In alcuni casi è limitato però dalla non efficientissima cascata di ingranaggi originale (vedi articolo “Sostituiamo il motore G Lima” stesso autore).

Motorizzazione.

A completamento del modello verranno applicati i cavetti dei tachigrafi alle ruote dei carrelli anteriori (filo di rame da 0,1 mm verniciato in nero), la verniciatura in bianco dei cerchioni delle ruote e le targhette del numero dei motori, ottenuto da stampante inkjet da 150 DPI.

 

Ruote e numerazione motori.

Possiamo vedere il risultato finale nella sottostante foto, tenendo presente che il modello dovrà essere ulteriormente completato dai tubi, rubinetteria e smorzatori situati nei sottocassa.

Questa modifica è stata effettuata circa 20 anni fa, il video quindi ha un eminente valore documentale anche se non di qualità eccelsa. Evidenzia l’impercettibile procedere in maniera realistica, dopo la modifica al motore.

Modello modificato.

https://youtu.be/SrDo-s_tYG0

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