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Il lineare corsivo

 

Le Regie Poste, con D.M. 22 gennaio 1880, e quindi già ancor prima dell'inaugurazione della funicolare, il 3 aprile 1880 aprirono un ufficio postale di III classe (Bullettino Telegrafico del Regno d'Italia n. 5, anno XVI, maggio 1880, pagg. 119-120) di nome "Monte Vesuvio". In un successivo "Bullettino Telegrafico" (n. 7, anno XVI, luglio 1880, pag. 179) si riferisce per l'ufficio Monte Vesuvio: "da orario limitato di giorno portato a orario permanente dal 20 giugno", ovvero dieci giorni dopo l'inaugurazione della Funicolare. Tale ufficio, secondo quanto riportato in un libretto di fotografie dell'epoca, era ubicato presso la Stazione Inferiore della Funicolare. Le guide, quindi, per recuperare quanto perduto in termini economici, si industriarono a vendere cartoline sui bordi del cratere; tali cartoline, quindi, venivano annullate nell'ufficio Monte Vesuvio, per poi essere trasportate fino all'ufficio di classe superiore di Resina (attuale Ercolano), da cui venivano inoltrate a destino.

Ha così inizio l'uso del lineare corsivo Vesuvio.

Secondo quanto riportato in letteratura, la prima data d'uso nota è l'ottobre 1880: la prima data d'uso da me riscontrata sui documenti è, infatti, il 10 ottobre 1880.

 

Lineare corsivo Vesuvio in rosso, accompagnatore del tondo di Resina del 10 ottobre 1880

su cartolina postale per la Germania - Prima data d'uso nota.

 

 

 

Fino all'aprile 1883 veniva utilizzato un tampone rosso, mentre dall'aprile 1883 il corsivo appare sempre inchiostrato in nero. L'utilizzo di questo bollo l'ho riscontrato sino al novembre 1899 e, normalmente, accompagnava il tondo o il tondo-riquadrato di Resina.

Più raramente, è possibile riscontrarlo come unico annullatore: in tali casi, non è mai presente il tondo di Resina. L'ultima data d'uso di questo timbro come unico annullatore, da me riscontrata, è il maggio 1890. Nei "Bullettini" del 1899, 1900 e 1901 non vi è indicazione di chiusura dell'ufficio postale; nel volume "Indicatore Postale-Telegrafico del Regno d'Italia per l'anno 1902-1903" l'ufficio non è indicato negli elenchi; quindi, desumiamo che l'ufficio sia stato chiuso tra il 10 novembre 1899 ed il 1902. Tutto ciò convalida quanto riportato in letteratura, e più precisamente nel Gaggero-Mondolfo (Le Collettorie Postali del Regno d'Italia - Catalogo dei bolli e degli annullamenti-1970 e 1987), volume nel quale tale corsivo è indicato come ufficio di collettoria.

 

Lineare corsivo Vesuvio in nero, accompagnatore del tondo-riquadrato di Resina del 10 novembre 1899. Bollo di transito a Bruxelles del 12 novembre e d'arrivo a Gand (Belgio) del giorno dopo; doppia impronta di tassazione, alla partenza ed all'arrivo, ed applicazione di 30 c. (all'origine 15 c., manoscritto in blu) con valori segnatasse. Ultima data d'uso nota del lineare corsivo "Vesuvio".

   

u Lineare corsivo Vesuvio in nero, unico annullatore, ultima data d'uso nota con questo utilizzo su cartolina ufficiale della Thomas Cook & Son, spedita il 6 maggio 1890 (data manoscritta al verso), bollo d'arrivo a Ludwigsburg (Germania) del 6 maggio 1890.

 

Il bollo tondo

 

A partire dalla metà degli anni '890 fa la sua apparizione un bollo tondo a doppio cerchio e datario, senza millesimale. Tra i miei rinvenimenti, tuttavia, la prima data d'uso è il settembre 1899 e non mi sono noti altri documenti con una data anteriore. È inoltre curioso constatare come non abbia mai rinvenuto alcuna cartolina in cui siano presenti contemporaneamente il lineare e questo tondo. Se la prima data d'uso fosse stata a metà degli anni '90, e visto che il lineare perdura sino al 1899, su qualche cartolina si sarebbe dovuta riscontrare tale sovrapposizione.

Nel periodo in cui fu utilizzato questo tondo, si usarono tre inchiostrature diverse del tampone: riscontriamo, pertanto, il tondo in rosso/lilla, azzurro e nero. Segnalo, inoltre, per mera curiosità, che alcune rare volte si rinvengono documenti con una doppia impressione di tale bollo, e che nell'ultimo anno d'uso (1906), a volte, si assiste ad un'inversione della data, con il giorno sotto il mese. Questo tondo fu attribuito, dal Gaggero e Mondolfo, ad una collettoria, tuttavia l'ho riscontrato apposto su svariate cartoline nuove non viaggiate e prive dell'affrancatura ma anche su cartoline viaggiate (mai come annullatore) accompagnato al tondo-riquadrato di Resina, che invece annullava regolarmente i francobolli. Pertanto, attribuisco l'uso di tale bollo non ad una collettoria, bensì al Pedone Rurale del Vesuvio, di cui ho notizia dal "Pragmapoledittico, Dizionario Grafico-Itinerario dei Comuni d'Italia", compilato dall'uffiziale postale Luigi Fossati, ed edito nel 1902. A pagina 1108 è riportato chiaramente che su "Monte Vesuvio" era presente un Pedone Rurale di stanza presso la Caserma dei Reali Carabinieri, distante 3 km dalla Stazione Inferiore della Funicolare.

Tecnicamente, il Pedone Rurale effettuava gli stessi servizi di una Collettoria, ma non era dotato di timbri di servizio, usandone di privati (il tondo senza millesimale, anzi descritto) per bollare le cartoline che venivano vendute dalle guide ai turisti.

 

Bollo tondo senza millesimo "Vesuvio" del 27 settembre 1899, su cartolina per Napoli. Prima data d'uso.

 

Bollo tondo senza millesimo "Vesuvio" del 30 marzo 1906, su cartolina diretta a Parigi:

ultima data d'uso nota, prima della disastrosa eruzione del 1906.

 

Il tondo riquadrato

 

Nel 1906, probabilmente per far fronte all'emergenza vulcanica dell'eruzione del Vesuvio (ma non ci è dato sapere con esattezza la motivazione), il 1° giugno fu riaperto l'ufficio postale e telegrafico di III Classe ("Bollettino del Ministero delle Poste e Telegrafi" n. 24 del 16 giugno 1906, Cap. 385, pag. 851): l'ufficio si chiamava semplicemente "Vesuvio", ed era ubicato presso il Regio Osservatorio Vesuviano in quanto questa struttura, per la sua felice posizione elevata, fu miracolosamente risparmiata dalla lava.

L'annullo utilizzato da questo ufficio postale ha la classica foggia dell'epoca, tondo-riquadrata. La prima data d'uso riscontrata tra i miei ritrovamenti, 2 giugno 1906, conferma quanto indicato sul Bollettino postale. Segnalo, inoltre, che nel primo mese d'uso, giugno 1906, il datario del tondo-riquadrato "Vesuvio" presenta l'anno errato, 1905 anziché 1906: ho comunque certezza di tale affermazione in quanto sugli stessi documenti sono presenti altri bolli o annulli datati correttamente 1906.

Annulla sempre in partenza i francobolli, e nella totalità dei casi è unico annullatore. In due documenti in mio possesso il tondo-riquadrato è presente in arrivo, su corrispondenza indirizzata a Raffaele Vittorio Matteucci, Direttore dell'Osservatorio dell'epoca. L'ufficio venne chiuso il 1 marzo 1907 ("Bollettino del Ministero delle Poste e Telegrafi", n. 17 del 1907, Cap. 259, pag. 643), probabilmente in quanto gli uffici dei comuni vesuviani distrutti dalla lava erano stati nel frattempo ripristinati.

Fino al 1944, epilogo della Funicolare Vesuviana (totalmente distrutta, ad eccezione della Stazione Inferiore) a causa di una nuova disastrosa eruzione del Vesuvio, i rivenditori di cartoline, le guide, e la Thomas Cook & Son stessa, crearono un grosso numero di bolli pubblicitari, che però non hanno nulla di postale e che, per tale ragione, non tratteremo in questa sede.

Tuttavia il Pilkington fa menzione di un ipotetico "bollo a date, indubbiamente postale [...] chiaramente del tipo in dotazione a un ufficio", utilizzato nel 1928. Naturalmente, se tale bollo fosse realmente postale, non comprenderemmo come lo stesso possa trovarsi su cartoline nuove, non scritte e non viaggiate. Il fatto, poi, come citato dallo stesso Pilkington, che sui Bollettini Postali dell'epoca tale ufficio non fosse citato, spiega, ritengo inequivocabilmente, che, sebbene la foggia possa ricordare molto quella di un bollo postale, di fatto postale non è.

Busta da Napoli Centro del 28 novembre 1906 per il Direttore del Regio Osservatorio Vesuviano, Raffaele Vittorio Matteucci.

Bolli tondo-riquadrati in partenza da Napoli, in transito dall'Ufficio Compartimentale di Resina e di arrivo all'Ufficio Postale del Vesuvio lo stesso giorno.

Vettura in partenza dalla Stazione Inferiore. Il conducente avvisa il personale alla Stazione Superiore

con il suono di una cornetta che la vettura sta per muoversi. (foto all'albume 1890 circa).

 

per leggere l'articolo completo

(il caricamento del file potrebbe richiedere qualche minuto)

Il materiale iconografico che correda l'articolo appartiene alla collezione "Marco Occhipinti".

www.funicolarevesuviana.it

Articolo tratto, per gentile concessione, da "The Postal Gazette" di settembre 2008

www.thepostalgazette.com

 

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