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Vecchi Manifesti Ferroviari di Antonio Gamboni |
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Quando intorno al 1865 si pensò di illustrare quei manifesti che fino ad allora riportavano soltanto un messaggio scritto, l'interesse del pubblico per questo nuovo tipo di informazione divenne più attento. Si pensi che, in quell'epoca, scarsa era la pubblicità sui giornali e ancora di là da venire, ovviamente, quella cinematografica, radiofonica e televisiva. Lo scopo del cartellone stradale era quello di colpire e suggestionare il passante, magari con immagini decisamente colorate, attraenti e fascinose, aspettandolo agli angoli delle strade per le quali esso passava per semplice diletto o per recarsi al posto di lavoro. E così il manifesto si arricchì di nuovi elementi e di tutte quelle notizie ed informazioni che oggi sono fornite da ben altre espressioni pubblicitarie. Le affiches di allora avevano un valore artistico che dipendeva non soltanto dalla valentìa dell'illustratore ma anche dall'abilità dei tipografi perché la litografia, procedimento di stampa di quel tempo, richiedeva l'esecuzione sulla pietra del disegno scomposto colore per colore e svariate prove per ottenere quelle sfumature dettate dall'autore del bozzetto. Oggi, con la riproduzione fotomeccanica, il manifesto ha perso gran parte, se non tutto, il suo valore artistico. Lasciando alla «Collezione Nando Salce» di Treviso il pregio di custodire un gran numero di originali raccolti con paziente ricerca dal suo donatore, oggi è possibile disporre di cartoline riproducenti affiches d'epoca a carattere ferroviario stampate da Bireg Verlag AG di Lucerna, dalla Photoglob di Zurigo, dal francese Nugeron e da altri. Tra i più antichi manifesti a carattere ferroviario vi è quello impresso a Napoli nel 1880 su commissione della Compagnia Cook per la funicolare del Vesuvio. Il cartellone, il cui spazio è diviso tra due vedute tipiche del Vesuvio e del Golfo, mostra una vettura della funicolare inserita in un medaglione ed il piccolo albergo ristorante in stile pompeiano costruito nell'area della stazione inferiore della funicolare stessa. Legende sugli orari e sulle tariffe, ornate da arance e limoni, completano le informazioni sui servizi offerti dalla Compagnia (accanto al titolo). |
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Manifesto della Gotthard Bahn del 1895. Oltre all'orario degli arrivi e delle partenze dei treni, esso offriva al viaggiatore un'idea delle bellezze dei luoghi che avrebbe potuto visitare e della possibilità di raggiungere facilmente località turistiche dell'Italia e della Germania grazie a questa ferrovia che collegava direttamente i due Paesi. |
Il trasporto gratuito dei bagagli fino alle località balneari e la loro restituzione a domicilio a conclusione del soggiorno: ecco un efficace modo per la Compagnia "Chemin de fer du Nord" per attrarre la clientela.
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Con questa grafica, tipica delle cartoline illustrate e dei depliants turistico-alberghieri che in quel tempo cominciavano a proliferare, erano stampati anche altri cartelloni ferroviari. La linea del Gottardo, che congiungeva Chiasso a Lucerna, all'epoca della sua costruzione era una delle più meravigliose ferrovie del mondo non tanto per i suoi 225 chilometri di sviluppo, quanto per la varietà del paesaggio attraversato. Malgrado l'esistenza di altri importanti valichi alpini, il Gottardo rappresentava la congiungente più diretta tra l'Italia e la Germania occidentale, l'Olanda, il Belgio ed il nord della Francia. Il successo fu immediato fin dai primi mesi d'esercizio per l'eccellenza del traffico pubblicizzata da diversi manifesti tra i quali quello del 1895 in figura. Il turista, oltre ad apprendere dalle tabelle gli orari dei vari treni e delle rispettive coincidenze, si rendeva conto dello sviluppo della linea ed aveva un'idea della bellezza dei luoghi che avrebbe visitato e per le vedute a tromp-l'oeil rappresentate. |
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Non mancavano particolari servizi offerti da alcune Compagnie ferroviarie quali la francese «Chemin de fer du Nord». Durante il periodo estivo, dalla fine del mese di giugno a quella di agosto, era di moda trascorrere le ferie presso qualche importante stazione balneotermale. E proprio per favorire la clientela la citata Compagnia forniva un servizio temporaneo e gratuito per prelevare a domicilio nella città di Parigi i bagagli dei viaggiatori che dovevano recarsi in una delle località servite dalle linee della «Chemin de fer du Nord». Da luglio ad ottobre quanto portato fuori, sempre gratuitamente, veniva riconsegnato in città. A giudicare dalla vignetta doveva trattarsi di un vero e proprio trasloco. Lo vedreste Voi oggi un tal servizio offerto dalle Ferrovie dello Stato? Glissons..... È per l'Esposizione di Parigi del 1889, anno d'inaugurazione della Tour Eiffel, che si riferisce il dolce invito della graziosa inglesina del manifesto della Compagnia «Chemins de fer de l'Ouest et de Brighton». Lo sguardo calamitato della donnina dell'affiche è lo stesso di tante altre figure femminili che il De Stefano, sul finire dello scorso secolo, disegnò per pubblicizzare gli abiti alla moda della ditta Mele di Napoli. L'avviso al passante era dato in modo indiretto, infatti la signorina sembra voler dire: «io ho letto la pubblicità sul muretto; e tu? ». Inoltre, poiché il cartellone era affisso sia in Francia che in Inghilterra: ai francesi era mostrato il Tamigi presso Windsor, agli inglesi la possibilità di giungere con il treno sin dentro l'Esposizione. E poi occorreva vincere la concorrenza dei comforts delle vetture CIWL de «La Fléche d'Or» della «Chemins de fer du Nord», Società che offriva ben cinque attraversamenti rapidi giornalieri tra Calais e Dover. |
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Il Manifesto della "Ouest" veniva affisso tanto in Francia che in Inghilterra: esso, pertanto, pubblicizzava il Tamigi e Windsor ai francesi e la loro Torre Eiffel e l'Esposizione di Parigi agli inglesi. |
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E l'elenco potrebbe continuare ancora a lungo, ma perché togliere al Lettore il fascino della ricerca di queste cartoline dal modesto costo che così egregiamente assolvono il loro compito? |
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| Le immagini proposte sono riprodotte da cartoline della collezione A. Gamboni | |