di Antonio Gamboni

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“Il Mattino Illustrato”, supplemento domenicale del noto quotidiano napoletano, dedicò la quarta di copertina dell’8 gennaio 1905 ad un disastroso incidente ferroviario avvenuto sulla linea Roma-Napoli. Purtroppo non vi è nessuna descrizione sulle cause del sinistro, ma solo alcune foto dalle brevi didascalie dalle quali è possibile però ricavare utili informazioni.

L'incidente narrato avvenne sula linea Roma - Napoli tra le stazioni di Pofi e Ceprano (riquadro giallo).

 

La stazione di Ceprano al tempo dell'incidente.

L’immagine di copertina, punto di partenza dell’indagine, mostra che il disastro avvenne nelle ore notturne. Nella didascalia si legge: “L’accidente ferroviario, avvenuto sulla linea Roma-Napoli, tra le stazioni di Pofi e di Ceprano è di una gravità grandissima, sia pel numero dei feriti che per i danni subiti dal materiale. Per fortuna però non si sono avuti morti e i feriti sono quasi tutti guariti”.

Dunque: direzione Roma-Napoli, tra le stazioni di Pofi e Ceprano (1° indizio).

La quarta di copertina de "Il Mattino Illustrato" del 1° dicembre 1905. 

Per individuare il convoglio interessato ho consultato “L’Indicatore Ufficiale delle Strade Ferrate” del dicembre 1902, documento più prossimo all’anno dell’incidente. Da esso si apprende che da Roma vi erano soltanto due treni con transito notturno a Ceprano: il diretto n. 91 delle 18,50 che attraversava la zona interessata alle ore 21,09 e l’omnibus n. 231 delle 23,55 in arrivo a Ceprano alle 2,58 di notte (2° indizio).

“L’Indicatore Ufficiale delle Strade Ferrate” del 1° dicembre 1902

con evidenziate in verde le stazioni di Pofi e Ceprano ed in rosso i convogli interessati. 

Ma ciò non è sufficiente, occorrono altre indicazioni da trarre dalle foto interne del settimanale. A questo punto viene in aiuto un’altra immagine: quella che mostra i feriti in barella con due vetture sullo sfondo. La carrozza di sinistra corrisponde ad una tre assi di seconda classe con ritirata e garitta del frenatore mentre quella di destra, osservando bene, sembrerebbe una ristorante con doghe in legno dal tipico profilo delle CIWL. Confrontando questa osservazione con quanto scritto sull’Orario, dovrebbe essere la WR in composizione al treno n. 91 che, tra l’altro, aveva solo carrozze di prima e seconda classe (3° indizio).

"I feriti nelle barelle"

La carrozza di sinistra è una seconda classe con ritirata e garitta frenatore

in servizio sui treni diretti della Rete Mediterranea. 

 

Disegno della carrozza di seconda classe con ritirata e garitta frenatore della Rete Mediterranea

che, nella foto in alto, è vista dal lato opposto.  

Un’ulteriore osservazione: non è avvenuto un urto frontale tra due convogli ma vi è stato un tamponamento da parte di un treno trainato dalla locomotiva RM 1138 che si è letteralmente infilata in una carrozza di terza classe. Da una breve ricerca si evince che la RM 1138, una 2-2-0 dal nome “EPIMENIDE”, era una locomotiva per treni veloci ovvero ‘diretti’ (4° indizio).

"Pochi minuti dopo lo scontro. La locomotiva 1138 incastrata nel vagone investito"

Per provocare un simile danno al primo vagone credo che il macchinista della 1138 abbia frenato in extremis. 

Ancora dall’Orario: alle ore 21,09 a Ceprano doveva avvenire la coincidenza del misto n. 241 in partenza da Roma alle ore 16,40 ed in arrivo alle ore 20,38. Da uno sguardo alle sottostanti immagini, poi, si vede che è letteralmente distrutta non la prima vettura che è entrata in contatto diretto con la locomotiva, ma solo la seconda. Possiamo allora ipotizzare che fosse una terza classe tutta in legno e, pertanto, la più vulnerabile. Ed ancora, le tre vetture isolate sul binario appartenevano al misto n. 241 che terminava la corsa a Ceprano e qui ne cedeva alcune da agganciarsi al diretto n. 91? Probabilmente sì (5° indizio).

   

"Mentre si lavora per liberare la locomotiva" e ... "La locomotiva 1138 libera"

Nelle due foto è visibile lo spazio tra le due vetture lasciato libero dalla carrozza andata in frantumi.

Quel che resta della carrozza andata completamente distrutta.

Alla luce delle indagini svolte, possiamo giungere alle seguenti conclusioni: il diretto n. 91 ha tamponato il misto n. 241 forse in ritardo e non visibile nella notte e, secondo le foto e come previsto, aveva in composizione vetture di tutte le tre classi.

Termino queste note con lo spendere poche parole sulla RM 3650, la locomotiva che ha recuperato quella incidentata. Costruita nel 1904, la 3650 era una macchina a tre assi accoppiati di grande potenza che sarà riclassificata nel 1905 come FS 320.

Purtroppo non abbiamo conferma se i fatti siano andati realmente come narrato; a noi basta, però, l’aver individuato alcune locomotive e carrozze che venivano utilizzate sulla linea Roma-Napoli durante la gestione della Rete Mediterranea.

"Locomotiva 1138 rimorchiata indietro per sgomberare la linea"

Il recupero fu effettuato dalla locomotiva RM 3650 della quale mostriamo il disegno.

Il materiale che correda l'articolo appartiene alla collezione dell'Autore.

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