Rotaie tra Torino e Rivoli

(1871 - 1955)

 

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Il volume, frutto delle ricerche di tre appassionati che per vari motivi hanno dei legami con questi argomenti, presenta la storia di circa un secolo di trasporti pubblici della zona ad ovest di Torino, lungo l’asse appunto di Corso Francia fino a Rivoli.

Ricco di quasi 500 immagini, può interessare sia lo storico con il racconto delle vicissitudini politiche e burocratiche che portarono alla costruzione della prima ferrovia economica a vapore a scartamento ridotto in Italia nel 1871 (tra l’altro anno di apertura del tunnel del Frejus), sia un curioso di come era questo territorio nella seconda metà dell’800 e nella prima metà del ‘900. Viene quindi anche evidenziato il suo sviluppo grazie alla descrizione dei raccordi alle aziende che nacquero lungo corso Francia favorite proprio dalla nuova infrastruttura.

Molte immagini sono presentate seguendo il percorso della linea e i luoghi possono essere confrontati con la loro situazione attuale. Interessanti anche gli approfondimenti  di tecnica ferroviaria in quanto vengono  trattati i mezzi che hanno percorso quei binari a cominciare dalle locomotive a vapore delle origini costruite in Belgio per continuare con le vetture tramviarie elettriche del 1914 prodotte dalla torinese Diatto e per finire con le “littorine” elettriche FIAT e Savigliano anche a comando multiplo. Treni  che i più anziani ricorderanno magari con il nome di “tritatutto”.

Un altro aspetto approfondito è quello relativo al personale, frutto di una serie di contatti sviluppatisi in seguito alla pubblicazione del libro sulla filovia che ha risvegliato in parecchi ex dipendenti i ricordi dei colleghi riuscendo a risalire al periodo della tramvia. Sempre in seguito a quella pubblicazione, sono giunte immagini che presentano la vita di lavoro di queste persone.

Oltre ai biglietti, agli orari, a particolari delle divise, si trova anche una parte che tratta le linee di autobus che operavano in coincidenza con le corse tramviarie. Anche qui con immagini originali ricevute da persone che hanno lavorato su quei mezzi.

 

   

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