Intorno al Vesuvio ed oltre

 

chiudi la pagina

 

La Campania, ed in particolare l’area del capoluogo, è  notorio, offre  all’appassionato dei trasporti mille occasioni d’interesse sia per la varietà dei sistemi ivi presenti sia per la loro primogenitura. Infatti non a caso è stata definita “Terra di primati”. Qualche esempio per tutti: la prima ferrovia d’Italia, la prima metropolitana, l’autobus urbano a due piani costruito con materiali di origine  aereonautica, il primo hovercraft in servizio regolare nel Golfo ed il primo Museo Ferroviario. Dunque è tanto vasta questa materia da poterle dedicare innumerevoli saggi di divulgazione e documentazione, senza mai temere di creare doppioni.

Su questo filone è stato edito di recente il volume “Intorno al Vesuvio ed oltre” dove l’oltre assume valenza di promettente infinito, pur restando nei confini geografici della provincia di Napoli. Il libro è stato scritto a sei mani dalla stessa squadra (Bevere, Chiaro e Cozzolino) che ci regalò in un recente passato i ponderosi due tomi sulla “Storia dei Trasporti di Napoli”.

A questo punto è necessario ricordare che Chiaro e Bevere nel 2006, uniti da un triste destino, hanno lasciato prematuramente questo mondo quando ormai l’opera di cui parliamo era in gran parte stata completata. Al terzo autore quindi l’imbarazzante dilemma se relegare tutto il materiale nell’oblio oppure assumere la decisione coraggiosa, ma gravida di impegno, di affrontare da solo gli oneri morali e materiali di un’edizione oltre che della sua conclusione.

La risposta al quesito  si trova in via indiretta in queste brevi note.

Ritornando alla stretta recensione, diremo che “Intorno al Vesuvio ed oltre”, parte dall’intenzione di voler parlare della Ferrovia Circumvesuviana trascinando però il discorso sui mezzi di accesso al Vesuvio, al non lontano Monte Faito, per poi spostarsi sulla lussureggiante Costiera Sorrentina. Essa oggi è servita dai convogli della Circum ma fino al dopoguerra era percorsa dalla tranvia Castellammare-Sorrento cui è dedicato un ampio capitolo. Ma l’originalità dell’opera consiste nell’occuparsi oltre che dei sistemi a fune e su ferro, in maniera vasta, anche di quelli su gomma. Il testo è scorrevole e condito con aneddoti e riferimenti a persone e personaggi, il che lo rende molto piacevole da seguire anche ai non appassionati. Ampi e meticolosi schemi forniscono originali e preziosi inventari di materiali e vetture.

Una menzione particolare merita la vasta collezione iconografica che correda  l’opera. Si tratta di foto, documenti e antiche  cartoline attinti per lo più l’immensa dote degli autori. Tutte sono corredate da esaurienti didascalie, anche con riferimento ai modelli di vetture rappresentati. Ci sono altresì vere chicche come le rare immagini a colori delle antiche elettromotrici della Vesuviana che fanno da contrappunto a quelle dei nuovi ETR di terza serie, in fase avanzata di allestimento nelle officine sociali (usciranno in servizio in primavera).

Un unico conclusivo rammarico: diverse immagini  avrebbero meritato un’esposizione su superfici più ampie. Ma è pur comprensibile che il desiderio di offrire un’opera massiccia ad un prezzo contenuto, abbia costretto il realizzatore a  dolorosi ma condivisibili  piccoli compromessi.

Insomma, come si dice in questi casi, un libro che non può mancare nella biblioteca di ogni appassionato di ferrovie, tranvie, funicolari, teleferiche ed autobus.

 

Gennaro Fiorentino

 

 

 

 

 

chiudi la pagina