di Antonio Gamboni

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Se osserviamo uno stabile di sera, notiamo che le luci interne degli ambienti non sono tutte accese contemporaneamente. Finestre e balconi risultano illuminati in maniera casuale in funzione dell’esigenza del locale. Allora mi sono chiesto: perché non riprodurre tale effetto anche sui nostri plastici? La soluzione è presto trovata servendoci, ancora una volta, del relè temporizzato che per l’esempio proposto è del tipo a due canali.

Descrizione del circuito

Dopo aver suddiviso in quattro gruppi le luci da accendere (L1, L2, L3 e L4), le colleghiamo ai contatti dei due relè della scheda come indicato in fig ?. In tal modo vengono sfruttati entrambi i contatti, quello in chiusura e quello in apertura. Delle possibili 18 funzioni del relè, ci serviamo della funzione “06” e cioè quella che prevede il seguente ciclo illimitato: all’accensione il relè si attiva immediatamente, raggiunto il tempo impostato T1 si diseccita per riattivarsi dopo il tempo T2, anch’esso programmato. Quindi il ciclo si ripete indefinitamente fino allo spegnimento del dispositivo.

Foto 1 - I riquadri in giallo indicano le finestre ed i numeri il loro gruppo.

Con riferimento al sottostante grafico, che riporta un ciclo completo, indichiamo con T’1 e T’2 i tempi di attivazione e di rilascio del RELÈ 1 e con T”1 e T”2 quelli relativi al RELÈ 2. Le zone con fondo in verde chiaro e scuro indicano il tempo di rilascio e di attivazione di ciascun relè, mentre le fasce in grigio chiaro e scuro riportano le accensioni contemporanee dei gruppi di lampadine. A titolo di esempio, poniamo T’1=15 sec; T’2=10 sec; T”1=28 sec e T”2= 22 sec. Con questi tempi si avrà un’accensione dei gruppi di lampadine secondo lo schema: L1+L3 per 15 sec; L2+L3 per 10 sec; ancora L1+L3 ma per 3 sec; L1+L4 per 12 sec ed L2+L4 per 10 sec. Con semplici calcoli si dimostra che per un ciclo completo occorre un tempo T uguale al minimo comune multiplo di (T’1+T’2) e (T”1+T”2).

Infatti, nel nostro esempio, si ha che mcm (15+10;28+22) = mcm (25;50) = 50 sec.

Ciò detto, passiamo alla programmazione del relè FRM02.

Foto 2 - Grafico dei tempi.

Programmazione della scheda FMR02

Prima di procedere al montaggio finale è opportuno programmare il Timer FRM02 (scheda a 2 canali con relè temporizzati). In basso, sotto il display, sono visibili i quattro pulsanti SET, SWI, NUM+ e NUM-.

Foto 3 - Comandi della scheda a due canali FRM02.

All’accensione, pigiando a lungo il pulsante SET viene visualizzato il canale x e la funzione separati da un trattino e si accende il LED ‘MD’. Con i due pulsanti ‘NUM+’ e ‘NUM-’ portiamo a 6 l’ultima cifra; quindi con SW spostiamo il lampeggio sulla penultima cifra che portiamo a 0. Ancora con SW ci spostiamo lungo il display e con NUM+ e NUM- scriviamo 1 per selezionare il primo relè. Ciò fatto, con SET passiamo ad impostare il tempo T’1=15 (LED T1 acceso) e, con ancora SET, stessa operazione per T’2=10 (LED T2 acceso). Ripetiamo le stesse operazioni per il secondo canale avendo cura di assegnare la funzione 06 con T”1 = 28 e T”2 = 22.

Assemblaggio del dispositivo

Poiché la scheda è alimentata a 12 V in corrente continua, realizziamo una sezione raddrizzatrice formata da un ponte di diodi per circuiti stampati e da un condensatore elettrolitico da 100 microFarad e 25 Volt di lavoro. Dopo aver i quattro gruppi di accensione (L1, L2, L3 ed L4), passiamo a fa re i collegamenti elettrici con i relè secondo lo schema indicato in figura. Non resta che dare tensione alla scheda ed osservare il funzionamento.

Foto 4 - Schema di collegamento della scheda FRM02.

Foto 5 - L'immagine mostra il realistico effetto delle luci interne del fabbricato di Fig. 1.

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