di Antonio de Gennaro

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IL CASELLO

Il casello nasce nel 1892 dal km. 71,416 al km 71,450 nel territorio a nord di Lagonegro nella contrada Pennarone in località Accampamento. Dal 1906 a poco prima dello scoppio della Prima Guerra Moniale, il nome della fermata era “Battaglia”. Prenderà il nome “Casaletto Spartano - Battaglia” nel 1920. Dipinto in rosa salmone, aveva imposte in legno color nocciola. Fino al 1920, il Casello ebbe funzione di paramassi e sorveglianza della linea.

Pagina dellOrario del 1907.

In esso è indicata la fermata Battaglia al km 71.

Di medie dimensioni, può oggi essere raggiunto tramite carrareccia. E’ ubicato sulla destra provenendo da Sicignano, in curva e accanto alla galleria “Pertosata” di 1.023 metri (la più lunga della linea).

Dal 1° marzo del 1920 fu anche abilitato alla funzione di carico/scarico posta e di piccole partite di merci da consegnare a qualche treno misto proveniente da Sicignano e diretto a Lagonegro.

Il 1° dicembre di quello stesso anno fu promosso a fermata con denominazione “Casaletto Spartano - Battaglia”.

La nuova fermata della linea è in Basilicata mentre i due paesi della denominazione sono in provincia di Salerno.

 

Pagina dellOrario del 1941 con indicazioni

 delle fermate della Sicignano-Lagonegro (coll. A. Gamboni).

Piccoli, ma necessari accorgimenti renderanno il Casello una Fermata fruibile. Infatti, viene costruita di lato all’edificio una piccola sala d’attesa. Ed ancora, viene realizzato un marciapiede in terra battuta illuminato non da lampioni, ma da lanterne che sopravviveranno fino al 1985.

 

IL TRAFFICO

Le prime locomotive ad aver percorso la linea, e dunque questa fermata, furono le locomotive gr. 200 e successivamente quelle del gr. 290. Esse trainavano i canonici treni misti ed omnibus. Circa il materiale al seguito, troviamo vetture a terrazzini insieme alle cosiddette centoporte, rispettivamente a due o tre assi. I tempi di percorrenza della linea si aggiravano sulle tre ore ed un giorno di servizio ordinario era distinto da tre coppie di treni. Al convoglio era agganciato un piccolo carro chiuso a due assi per trasporto collettame. Talvolta altresì un bagagliaio.

Locomotiva del Gruppo 290.319 esposta al Museo di Pietrarsa.

 (Foto. A.Bertagnin)

Nei primi anni di esercizio, il traffico fu invero modesto. Certo che la velocità commerciale era motivo di scarso interesse dell’utenza. Con gli anni trenta del ‘900, le vaporiere 200 vennero accantonate mentre le 290 più che altro erano di riserva.

La vera novità fu infatti rappresentata dall’impiego delle locomotive gr. 625 e le Alb 56 (automotrici a trazione termica), talvolta anche in “doppia”. I tempi si abbassarono dalle tre alle due ore mentre l’orario si arricchì sensibilmente con sette coppie al giorno.

Purtroppo la II GM, ed il conseguente risparmio dei carburanti petroliferi, rivalutò l’impiego delle 625.

La fine della guerra porta una graduale ripresa del servizio ordinario con automotrici a nafta e le eroiche 625 che ora trainano le note Corbellini e talvolta centoporte.

I convogli sono classificati omnibus. Dall’orario 1951, rileviamo un riutilizzo del “nostro” casello con la programmata fermata dei treni 3990/3991 e 3992/3993 per utenti e posta incluso piccole partite di merci.

All’epoca per un Napoli-Lagonegro bisogna prevedere un sei ore.

Arriviamo agli anni ’60 con il servizio assicurato da Aln 56 e 556. Sono vigenti ancora le sette coppie in orario.

Aln 556.1202 esposta al Museo di Pietrarsa.

 (Foto. A.Bertagnin)

Purtroppo la cronaca del 1963 fa registrare smottamenti tra Casaletto e Lagonegro. Ciò comporta la limitazione del servizio a Casalbuono e la cancellazione della fermata di Casaletto. Le frane, infatti, sono occorse nelle gallerie Zanco e Foraporta, ed anche un po’ oltre.

A cavallo degli anni 60/70 il servizio viene ripreso, ma la rustica fermata diventa impresenziata e con servizio a richiesta. In tale occasione, le porte ed imposte della fermata “scompaiono” magicamente.

Ormai è il canto del cigno: la proposta di un suo spostamento resta inascoltata. Intanto si succedono gli smottamenti. Le lanterne, come detto, resteranno per miracolo al loro posto fino alla dismissione dell’impianto ricorso il 1985.

 

LA PENSILINA

Causa dei frequenti smottamenti nelle gallerie Zanco e Foraporta, le FS spostarono la fermata dal km 70,416 al km 70,600. All’uopo fu costruita una pensilina in cemento sul lato destro e leggermente in curva; essa restò in servizio fino al 31 marzo 1987 quando la ferrovia fu sospesa.

Tanti i progetti che furono proposti e finanche la elettrificazione della linea e la correzione del tracciato, ma il tempo passato da quel 1987 era tanto.

Tuttavia, ed a parziale consolazione, il progetto della nuova linea AV Salerno- Reggio Calabria prevede in luogo della prospettata stazione di Lagonegro, la stazione AV in sotterraneo denominata “Finestra di Lagonegro” (420 mt slm e 20 metri sotto il piano stradale).

Al momento le vestigia della fermata nuova Casaletto sono irraggiungibili in quanto la relativa scala è coperta da rovi. Il vecchio edificio invece versa in tale stato di abbandono (e di pericolo) che ne sconsiglio un accesso.

D’altro canto un’ipotetica e fantastica rimessa in servizio della linea, richiederebbe un nuovo tracciato in quanto il tempo e l’inedia hanno contribuito ulteriormente alle frane delle gallerie.

 Foto della Pensilina di Casaletto con il lampione doppio a cetra.

Parzialmente visibili il marciapiede ed il binario.

 (Foto. R. Serafino)

 Foto della Pensilina di Casaletto che la mostra ormai coperta di rovi.

 (Foto. A. Auleta)

LA MINIATURA

Il primo diorama che ho costruito del casello/fermata Casaletto è in scala N ambientato negli anni ’70 con piccola tradotta merci e con la galleria Pertosata.

In seguito ho riprodotto il casello in H0 (scala 1/87) in stato di abbandono con una delle ultime Aln 668, poi donata all’amico M. Falco. L’anno scorso (2025) ho iniziato il diorama in H0 con ambientazione 1951 con arrivo e partenza treno omnibus 3990/3993 Lagonegro/Napoli e vv. Ben presto conto di aggiungerlo ad un piccolo modulo allo scopo di inserire il convoglio completo.

Diorama in scala H0 di come si presenteva il casello-fermata negli anni 50.

(realizzazione e foto di A. de Gennaro)

Infine sto realizzando, sempre in scala H0, la fermata del periodo 1920/1921, in contesto invernale e con locomotiva gr. 290 al traino di vetture centoporte e a terrazzini.  

 

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