di Antonio de Gennaro

La Ferrovia Sicignano-Lagonegro, partita dalla allora disagiata stazione di Sicignano, lungo la ferrovia Napoli-Metaponto, con un percorso quasi parallelo alla antica “Strada delle Calabrie”, giungeva a Lagonegro. 

Il servizio sulla linea era svolto da sei locomotive ed era affidato alla Rete Mediterranea, Società che gestiva la parte occidentale dell’Italia peninsulare; quella orientale era affidata alla Rete Adriatica.

 

Cartina 1897 (particolare) allegata allorario L'Indicatore Ufficiale del 1897 (coll. A. Gamboni).

Le macchine erano state costruite dalla Breda (Gruppo 380 rodiggio 0-3-0) le quali, come consuetudine del tempo, avevano i nomi delle stazioni attraversate: “Auletta”, “Padula”, “Montesano”, “Casalbuono”, “Lagonegro” e “Sicignano”. Quando nel 1905 la Rete Nazionale passerà alle Ferrovie dello Stato, le citate locomotive faranno parte del Gruppo 310 delle FS.

 

Tipo di locomotiva del Gruppo 380 della Rete Mediterranea.

Dal nome apposto sulla caldaia, la 3804 prestava servizio nel Lazio (coll. A. Gamboni).

 

Orario della Sicignano-Lagonegro tratto da “L'Indicatore Ufficiale del 1897.

In esso si legge che le coppie di treni erano tre (due misti e un omnibus)

con una percorrenza di circa 4 ore per i misti e 3 ore per l’omnibus.

Manca Pertosa poiché era un casello (coll. A. Gamboni).

Nel 1905 la ferrovia entrerà a far parte delle Ferrovie dello Stato e, negli anni successivi,  verranno aperte nuove stazioni al servizio di centri quali Casaletto Spartano e Battaglia. Dopo la fine della prima guerra mondiale, Saranno realizzate due nuove fermate, a Pertosa e Castelluccio.

UN PO’ DI  STORIA

Tra le tante stazioni e fermate della ferrovia Sicignano – Lagonegro, quella che mi ha colpito di più è stato il casello della ex fermata di Pertosa, ubicato a 1 km dalle grotte omonime. Costruito nel 1886, nel tempo è stato trasformato da posto di movimento a stazione e poi a fermata.

In origine il casello (progressiva km 22.140) era adibito soltanto ad effettuare alcuni incroci tra convogli merci. Divenuto stazione nel 1936, il secondo binario sarà utilizzato per la sosta dei carri merci. Nel 1956 declassata a fermata, resterà presenziata fino al 1987.

Cartina evidenziata in rosso fa fermata di Pertosa. Si noti la tortuosità della linea.

Nel corso degli anni, sotto la gestione FS, Pertosa ha visto transitare, e qualche volta manovrare, svariati mezzi: dalle locomotive 290 che una tantum manovravano qualche piccolo treno merci e le locomotive 625 (treni passeggeri, merci, postali). In tempi successivi, fu la volta delle locomotive D 341, D 343 e D 345 al traino di treni merci e ALb 56, ALn 56, ALn 556 e ALn 668 per la gestione di 1.800 treni passeggeri locali e celeri (Diretto D 2482 svolto con 2 ALn 556).

Bellissima immagine con incrocio tra treno storico con locomotiva 625.042 e ALn 556

nella stazione di Auletta - giugno 1973 (Foto di H. Roher).

La fermata FS è stata presenziata (con funzione di guardiania e biglietteria) per lungo tempo dalla famiglia Grippo: dapprima da Michele Grippo e, successivamente fino al 1987, dalla moglie Carmela Isoldi. 

Tra le peculiarità di Pertosa, vi è quella che l’accesso avviene tramite sentiero (circa 200 m, dislivello in salita e 20 minuti a piedi dalle grotte).

Tra le curiosità della fermata, annotiamo che molte volte l’acqua potabile arrivava tramite cisterna e che, in alcuni periodi soprattutto nel periodo invernale, il treno rappresentava il mezzo di collegamento con istituti scolastici. Pertosa ha svolto fino al 31 Marzo 1987 la funzione di fermata di treni merci ordinari e straordinari, di treni postali e quasi di tutte le coppie di automotrici in quanto l’accesso ad essa avveniva e avviene solo tramite sentiero.  L’accesso originario, che arrivava davanti alla fermata, è stato tagliato dalla condotta forzata; per arrivare bisogna seguire la vecchia centrale Enel e, da qui, sui binari per un centinaio di metri.

I  TRENI -TREKKING  DEL  CAI

I “treni-trekking” del CAI tra Auletta, Pertosa e Polla, sono iniziati negli anni ’90. All’inizio nella primavera del 1995 viene svolto un trekking da Polla a Petina lungo i binari dismessi e, da qui, sporadicamente nel marzo del 2010 in occasione della “Giornata delle Ferrovie Dimenticate”. In quell’occasione nasce il “treno-trekking”, ossia un treno da Salerno fino a Buccino e, da qui, due bus fino a Polla o Pertosa per percorrere i binari dismessi, tra i  5 e i 10 km, in un paesaggio incontaminato.

La mia avventura con il CAI  inizia a Marzo 2010.

Sin dal 1987 sono andato alla ricerca della fermata di Pertosa, ma senza esito positivo, Dovette passare ancora un bel po’ di tempo prima che negli anni novanta, grazie ad un amico che era macchinista FS, avevo conosciuto un gruppo di amici che avevano la mia stessa passione. E fu qui che grazie a una serie di foto fatte sulla ferrovia Sicignano- Lagonegro, conobbi anche Alfredo Falcone…. Fu in quell’occasione che, grazie ad un concorso fotografico, discutendo sulle fermate della ferrovia Sicignano-Lagonegro, Alfredo mi disse che aveva fotografato la fermata di Pertosa con una ALn 556 Breda negli anni ‘70. Ma per vedere la fermata di Pertosa “dal vivo” dovetti aspettare il Marzo 2010 quando, in occasione della giornate ferrovia dimenticate, iniziai insieme al CAI SALERNO ed al suo responsabile di quell’evento (Antonello Sica) un treno-trekking sulla Ferrovia Sicignano- Lagonegro.

 

Treno-trekking sulla Ferrovia Sicignano-Lagonegro organizzato dal CAI SALERNO.

Foto di Antonello Sica, responsabile di quell’evento.

Ricordo che partimmo dalla stazione di Polla con pioggia…e piano piano, con mantellina ed ombrello, ci incamminammo sui binari da Polla verso Pertosa ed Auletta. Dopo 5 km vi giungemmo, dopo aver costeggiato il fiume in prossimità della ex centrale Enel ed un centinaio di metri dopo ecco apparire la fermata di  Pertosa. Finalmente l’avevo trovata,  l’immobile, era rimasto integro dal 1886; ancora con le persiane in legno, i lampioni a bulbo, due isolatori telefonici vicino alla finestra centrale e la scritta Pertosa ancora perfettamente conservata, con la S che appariva quasi diritta: lì il tempo sembrava essersi fermato e gli anni ’50. Fu in quell’occasione che mi sedetti (quasi in modo imbranato) sopra i miei bastoncini telescopici; tra gli sguardi, tra il comico e l’incredulo, dei soci del CAI.

Il nostro “treno-trekking” terminò sul viadotto “LONTRANO” e fu qui che conobbi il capostazione di Auletta: Antonio Gagliardi. Dopo quell’evento, mi iscrissi al CAI e, poco dopo, con il CAI NAPOLI iniziai l’attività di trekking in  montagna. Ogni anno fino al 2015, svolgemmo l’attività di “treno-trekking” e, nel 2012, inaugurammo anche una bicicletta ferroviaria.

Foto che ritrae la Stazione di Pertosa in uno stato di abbandono e

con il binario ormai coperto dalla vegetazione (Foto di A. Caporale).

 

Gli anni successivi al 2010, ho conosciuto la signora Carmela Isoldi in Grippo, ossia la casellante di Pertosa e anche Nicolina Grippo. una delle figlie. Alla signora Carmela chiesi informazioni dettagliate sulla circolazione dei treni e seppi che il casello era rimasto presenziato fino al 31 Marzo 1987, quando alle 22.45 transitò l’ultimo treno in direzione Lagonegro. La signora Carmela provvedeva alla biglietteria, in precedena vi era suo marito Michele Grippo. In uno dei tanti momenti, durante una delle nostre pause conobbi la sorella più grande di Nicolina, e qui mi rimasero impresse due cose: la prima  una frase che lei disse “Per noi la nostra vera casa è LEI”, riferita alla fermata di Pertosa;  la seconda, fu un disegno che si trovava al piano terreno del casello, sul lato destro vicino alla sala di attesa (probabilmente fatto dalla sorella di Nicolina). Nei ricordi di una delle sorelle vi è il cd “Direttissimo”, ossia il diretto Lagonegro-Napoli che fermava a Pertosa alle 6.45 ed era l’unico che proseguiva oltre Salerno, in effetti una sorta di treno per i pendolari del Vallo di Diano. Dopo la fine dei “treno-trekking” sulla ferrovia, sporadicamente sono state fatte passeggiate da parte di privati lungo alcuni tratti della ferrovia. Oggi, purtroppo, nella fermata FS hanno ceduto il pavimento del piano superiore (lato sinistro), ed è venuta a mancare una parte del tetto e qualche lettera del nome della fermata. Nel periodo  2010 -2015 alcuni soci del CAI hanno avuto cura svolgendo una sorta di piccola manutenzione alla fermata FS; purtroppo oggi è quasi tutto abbandonato.

Tra le tante foto della fermata di  Pertosa, ve n’è una con una ALn 668 in arrivo e con una bicicletta appoggiata al muro alla cui estremità vi sono due vasi con dei fiori. Ciò lascia intendere la gestione tutta al femminile della fermata FS ed un decoro ed ordine oggi scomparsi.

Dopo oltre 10 anni ho ripreso i contatti: dapprima con Antonio e successivamente con Nicolina. Infine a Maggio  2026, grazie alla passione di alcuni soci del CAI NAPOLI, ci sarà il ritorno  sui binari dismessi della ferrovia: ritorneremo lì dove eravamo rimasti anni fa.