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Riordinando la mia libreria ho ritrovato, in un contenitore, un
ricordo legato alla mia giovinezza di quando avevo 11 anni ed
ero già un appassionato del mondo dei treni sia reali che in
miniatura.
Più precisamente si
trattava dell’album della raccolta delle figurine dedicate al treno ed alla
sua storia. Fu pubblicato in occasione di un concorso a premi
organizzato dal Corriere dei Piccoli, rivista settimanale di
fumetti destinata ai bambini ed ai ragazzi pubblicata dal 1908 al
1995, dalle Ferrovie dello Stato e dalla Lima, famosa ditta di
Vicenza produttrice di modellismo ferroviario dal 1950 al 2004.
L’album era allegato
al n. 40 del
1°
ottobre 1967.
Una volta completata la raccolta di
figurine settimanalmente allegate alla rivista, dopo averle
incollate negli appositi spazi dell’album, avrebbe consentito ai
giovani lettori di ottenere un vero e proprio libro illustrato
sulla storia delle ferrovie dalle sue origini fino agli anni
’60 del XX secolo.
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La copertina del Corriere dei Piccoli n. 40 del 1
ottobre 1967
che costava,
all’epoca, 100 Lire ...
Dobbiamo ricordare che negli anni ’50 e ’60 del secolo scorso il
desiderio di possedere il cosiddetto “trenino elettrico” era tra
quelli più diffusi tra i bambini e ragazzi dell’epoca, una
passione che
coinvolgeva nel gioco anche i papà.
La popolarità e la diffusione del “trenino elettrico” in quegli
anni era stata possibile anche proprio alla produzione dei
modelli ferroviari da parte della ditta Lima che, per quanto
possibile, aveva cercato di contenere i costi di vendita al
pubblico rispetto alle produzioni modellistiche più “blasonate”
come quella della italiana Rivarossi di Como o delle tedesche
Märklin e Fleischmann. Ricordiamo che i trenini della casa
vicentina erano
venduti oltre che nei numerosi negozi di giocattoli presenti
all’epoca nelle grandi città, anche nelle catene dei grandi
magazzini come ad esempio
“La Rinascente”.

Ragazzi e
genitori osservano incantati un grande plastico ferroviario.
Si noti la
cabina a cavallo dei binari prodotta dalla
Rivarossi
che fa datare la foto nei primi anni
’50.
La raccolta di figurine si protrasse per undici uscite del
Corriere dei Piccoli, dal n. 40 al n. 51.
Ritagliati i bollini delle singole uscite questi andavano
incollati (nel vero senso letterale della parola e non
virtualmente come siamo abituati fare oggi con i programmi dei
computer), preferibilmente utilizzando la colla chiamata
“Coccoina”, colla per ufficio profumata con olio di mandorla,
sulla “Cartolina della fedeltà” del Concorso. Una volta
completata la suddetta “Cartella” questa doveva essere inoltrata
entro il 31 dicembre 1967 al Concorso Corriere dei Piccoli,
Ferrovie dello Stato, Lima presso la Casella Postale 3546 di
Milano, completa delle generalità ed indirizzo del concorrente.
Il sorteggio prevedeva complessivamente 80 premi così descritti
dal regolamento:
Primo
Premio: viaggio per due persone sulle Ferrovie dello Stato con
percorrenza di 3.000 km e grande confezione Lima;
Secondo
Premio: viaggio per due persone sulle Ferrovie dello Stato con
percorrenza di 2.000 km e grande confezione Lima;
Dal
Terzo al Decimo Premio: viaggio per due persone sulle Ferrovie
dello Stato con percorrenza di 1.300 km e grande confezione
Lima;
Dall’Undicesimo
al Ventesimo Premio: grande confezione Lima. Ogni grande
confezione Lima comprendeva: 1) Treno viaggiatori con locomotore
elettrico; 2) Tre vagoni passeggeri; 3) Passaggio a livello; 4)
n. 25 binari diritti e curvi e n. 2 mezzi binari terminali; 5)
Trasformatore; 6) N.3 scambi a mano; 7) Locomotiva a vapore tipo
italiano; 8) Carro a doppio bilico; 9) Carro cisterna “Esso”;
10) Tre carri merci FS coperti; 11) Carro refrigerante
Interfrigo; 12) Stazione ferroviaria.
Dal
Ventunesimo al Cinquantesimo Premio: Confezione Lima
comprendente: 1) Treno viaggiatori con locomotore elettrico; 2)
Tre vagoni; 3) Trasformatore; 4) Passaggio a livello; 5) Dieci
binari normali e due mezzi binari terminali; 6) N. 3 scambi a
mano; 7) Stazione Ferroviaria.
Dal
Cinquantunesimo all’Ottantesimo Premio: Confezione Lima
comprendente: 1) Locomotiva treno merci; 2) Cinque vagoni merci
compreso vagone trasporto auto; 3) Trasformatore.
L’album delle figurine aveva dimensioni 28 cm x 19 cm, disposto
in orizzontale, ed era costituito da 24 pagine che consentivano
di raccogliere complessivamente 63 figurine. I testi delle
didascalie delle figurine erano stati scritti da Mario Righetti
mentre i disegni erano stati redatti da Bruno Faganello e da
Renato Frascoli. La storia delle ferrovie veniva rappresentata
in generale dalle sue origini per poi proseguire nella sua
evoluzione. Infatti la prima figurina rappresentava la
locomotiva Rocket che fu
una tra le prime locomotive
a vapore,
con rodiggio 0-1-1,
progettata e costruita da George e Robert
Stephenson nel 1829
in Inghilterra. Oltre agli aspetti tecnici delle ferrovie
l’album raccontava, ed illustrava, anche episodi particolari
della loro storia come il primo disastro ferroviario
od episodi di cronaca come la bimba salvata dal ferroviere o il
treno bloccato dalla neve.
Per quanto riguarda i
treni italiani, nella parte terminale della raccolta
si trovava, tra l’altro, rappresentato l’ETR 300 Settebello, “il
più veloce e lussuoso treno italiano” per quei tempi e la
nuovissima, per l’epoca, locomotiva elettrica E 444, “l’ultima
nata delle locomotive italiane”.
La cosiddetta Tartaruga
proprio l’8 novembre del 1967, in concomitanza con la
pubblicazione della raccolta, effettuò il viaggio tra Roma
Termini e Napoli Mergellina raggiungendo con la E 444.001 il
record di velocità italiano di 207 km/h.
La raccolta delle figurine si chiudeva con una ultima immagine
dedicata al treno del futuro. Il testo della didascalia riportava:
“Dire con esattezza come saranno i treni del futuro è oggi
difficile. Una cosa è certa: il mezzo di trasporto per
antonomasia, benché sorto un
secolo e mezzo fa è ben lungi dall’essere giunto all’epilogo
della sua evoluzione. Si può anzi dire che siamo oggi in
presenza di un suo significativo rilancio. Turbotreni? Treni
monorotaia? Treni su cuscino d’aria? Treni con propulsione ad
elica o a razzo? Esperimenti sono in corso in Francia, America,
Inghilterra, Germania: comincia un nuovo capitolo della storia
delle ferrovie”.
A distanza di ben 58 anni da quella epica raccolta di figurine
pubblicate nel 1967 da una rivista per ragazzi possiamo oggi
constatare quale sia stato l’importante risultato raggiunto
nello sviluppo tecnico delle ferrovie. Infatti i treni
Frecciarossa delle Ferrovie dello Stato ed i treni Italo di
N.T.V. (Nuovo Trasporto Viaggiatori) ci consentono di poter
viaggiare, in tutta sicurezza e comodità, tramite le linee
ferroviarie ad Alta Velocità, a velocità comprese tra i 250 ed i
300 km orari. Forse agli attuali giovani non fa nessun effetto
vedere sul display interno della carrozza di questi moderni
convogli quando si raggiunge la velocità di 300 km/h ma per me,
“diversamente giovane”, credetemi, l’effetto lo fa. Eccome se lo
fa!
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La copertina
dell'album delle figurine integralmemte sotto riportate.
Si noti la doppia scritta
“I
TRENI”.
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