Testo e Foto di Paolo Farina

Sempre alla ricerca di nuovi modelli da realizzare per arricchire la mia “Pietrarsa” in scala N ho avuto l’ispirazione da un articolo di un numero speciale di TT dedicato alle navi traghetto. In esso ho trovato una foto di una coppia di ex tender di gr 736 accoppiati, destinati al rifornimento delle navi traghetto. Dopo essermi procurato un altro paio di foto, sono partito con la costruzione, forte dell’esperienza della gr 736 realizzata in passato.

La semplicità qui consiste che tutti i pezzi devono essere realizzati in fotocopia perché dobbiamo costruire due tender uguali. Quindi mi sono procurato 4 carrelli usati di carri americani e ho iniziato a costruire il telaio in plastica da 0,5 mm rinforzato al centro da un profilato di plastica da 2 mm di spessore in cui ho ricavato i fori per le viti dei carrelli.

I carrellli provenienti da carri Americani, con il tipico gancio scala “N”,

accoppiati con strisce di plastica.

La cassa è anch’essa in plastica da 0,5 mm con rinforzi trasversali all’interno per dare rigidità al complesso in fase di costruzione. Costruita la “scatola” ho incollato lungo il bordo inferiore da ambo le parti un profilato a U che incollato con la u verso l’interno diventerà la rotaia in cui scorrerà il telaio dentro la cassa per l’eventuale manutenzione; basterà poi incollare un pezzo di plastica all’interno della cassa in cui si avviterà una vite che passando dal telaio andrà a fermarlo rendendo solidali cassa e telaio.

Vista superiore ed inferiore delle casse da assemblre sui carrelli, e ...

Ora si deve rimontare cassa, telaio e carrelli e verificare che entrambi i carri siano allo stesso livello tra loro e ad altezza corretta per quanto riguarda i respingenti. Io ho aggiunto spessori di plastica da 0,5 mm fino a raggiungere la giusta distanza dei carrelli dal bordo inferiore della cassa rispettando l’altezza respingenti.

... dopo la sistemazione sui carrelli.

La cassa dovrà quindi essere ricoperta da tre fogli di alluminio da 0,2 mm (due per le fiancate e uno per il retro) su cui si dovranno incidere le chiodature presenti su tutta la superficie laterale. L’incollaggio è avvenuto spalmando uno strato sottile di bostik sulle superfici da incollare e facendo poi forte pressione con le dita per incollare il tutto senza danneggiare le chiodature. Nella parte superiore del tender si dovranno riprodurre il portellone ovale per l’ispezione del serbatoio e lo riempimento (all’origine con l’acqua) e il bordo della carbonaia – ora ovviamente vuota – nonché la cassetta degli attrezzi posta sul lato posteriore della carbonaia. Sul lato anteriore si costruisce in plastica da 0,3 mm il praticabile sopraelevato.

I fogli di alluminio con le chiodature incise applicati sui lati delle casse.

Dalle foto in mio possesso emerge che ogni carro aveva il tubo di gomma per rifornire la nave avvolto su un rocchetto dotato di un volante per srotolare rapidamente la gomma. Io ho reperito da una vecchissima scatola di montaggio di una loco DB in scala HO degli anni ’80 due volantini in plastica dotati di un piccolo alberino. Ho preso quindi del filo elettrico sottilissimo con relativa guaina nera di gomma e l’ho avvolto per 4-5 giri sul perno e un tratto l’ho lasciato pendere un poco come farebbe il tubo dalla parte del bocchettone di innesto. Il tutto già di color nero di suo l’ho incollato in sede solo dopo aver verniciato tutto il complesso. Ho provveduto anche ad arricchire il modello con una serie di tubi che si notano dalle foto e che superano il bordo della carbonaia, probabilmente tubi per misurare il livello dentro la cisterna, sistemi di troppo pieno, sfogo dei gas, ecc. che sono stati riprodotti con semplice filo di rame ripiegato ed infilato in fori da 0,5 mm eseguiti sulla cima della cassa. Lungo tutto il bordo della cassa ho incollato un profilato di plastica da 2 mm per simulare il longherone del telaio al centro del quale andrà incollato uno spezzone di guaina di filo elettrico per simulare il bocchettone di svuotamento. Restano da sistemare le scalette di accesso ai quattro lati. Si possono realizzare con filo di acciaio e rame come spiegato su un precedente articolo, ma questa volta ho preferito usare delle scalette foto incise per premiarmi. Le ho fissate con colla per plastica e poi, verificata la posizione, bloccate con loctite. Manca all’appello la scala posteriore ma sarà fissata solo a verniciatura completata. Ai quattro lati vanno collocati anche i mancorrenti che ho eseguito in filo di costantana.

Altra immadine con altri particolari montati.

Infine l’aggancio: inizialmente avevo pensato di mantenere i due ganci modellistici verso l’interno, ma la distanza tra i mezzi era un po’ troppa e quindi ho trovato una soluzione molto pratica: ho tolto dalla loro sede i due ganci e le relative molle lasciando intatta l’incastellatura sui carrelli che li accoglie; su ogni perno sede della molla ho infilato - e incollato - un pezzo di guaina di filo elettrico, questo per entrambi i carri e ho tagliato ambo le guaine in modo che si affacciassero tra loro fino a ottenere la distanza voluta tra i carri. All’interno dei due spezzoni ho poi incollato ad ogni estremità un pezzo di filo di costantana assai flessibile e robusto. In questo modo ho ottenuto un collegamento flessibile e solido che lascia i carri alla distanza da me scelta e favorisce inscrizione in curva.

Carro pronto per la verniciature e cassa capovolta per la visione dell’interno.

La verniciatura merita una descrizione a parte perché un poco complessa: ho steso a pennello il grigio su tutte le fiancate, mentre il telaio inferiore e tutta la parte alta compresa la carbonaia è in nero semilucido. In nero dovranno essere eseguite anche le fasce verticali sulle fiancate e sotto la scaletta posteriore (altro motivo per cui non è stata ancora fissata). Per avere bordi ben delineati ho pensato all’uso di piccoli post-it, ma poi ho optato per l’incisione tramite punta da tracciare che delimita bene i confini dei due colori ma richiede che siano perfettamente verticali altrimenti avremo un effetto “zebra” poco gradevole; magari ci si può aiutare tracciando i bordi con una matita nera per le necessarie verifiche. In nero anche le scalette di monta ai quattro lati e i relativi mancorrenti. Ora posso incollare i due tubi di gomma avvolti sul tamburo dotato di volante di srotolamento di cui ho fatto cenno in precedenza.

I Carro pronti per essere esposti in una teca.

Infine un suggerimento: quando ho visto le foto ingrandite del modello mi sono reso conto - nonostante gli sforzi - di quanto poco precisi fossero i bordi delle fasce nere verticali, con un effetto che dal vivo non è così percepito.

Per porvi rimedio ho quindi pensato ad un piccolo trucco: con un pennarello indelebile nero e una riga di acciaio ho ripassato i bordi avendo cura di tenere la riga sempre all’esterno della riga nera, cioè sul grigio in modo che la punta scorra sul tratto assolutamente dritto della riga. Il risultato è nell’ultima foto.