di Antonio Gamboni

chiudi la pagina

La strada ferrata, tra le tante nuove abitudini, introdusse quella di vestire abiti tagliati per l’esigenza e pubblicizzati sulle le riviste del settore con figurini indossanti l’apposito abbigliamento.

Semplicità, comfort e praticità erano i criteri ai quali bisognava ispirarsi per i nuovi capi, soprattutto per le signore. Furono così eliminate le gonne sovrapposte e cominciò ad affermarsi il tailleur, abito composto da gonna e giacca di tipo maschile. Ovviamente per la confezione di questi nuovi capi di abbigliamento le stoffe utilizzate erano solide e resistenti quali, ad esempio, la gabardine, un tessuto in cotone impermeabilizzato con il quale si confezionavano mantelli e spolverine da viaggio in colori uniti e chiari per meglio occultare la polvere.

Pagina tratta da un catalogo di “Alle Città d’Italia” dei F.lli Bocconi.

La sottostante immagine propone una signora in tenuta da viaggio con paltò in whip-cord ornato con seta rigata e con collo e risvolti a strisce picchiettate. La dama è intenta a leggere un libro che, dato l’interesse mostrato, ha tutta l’aria di essere un fumettone dell’epoca quali “Il conte di Montecristo” di Alessandro Dumas o “La cieca di Sorrento” di Mariani. Le fa compagnia una bimba, con molta probabilità sua figlia, abbigliata con un mantello di lana incrociato sul davanti e chiuso con due file di bottoni.

Copertina del periodico “Corriere delle Signore” del 1912.

Sfogliando vecchi cataloghi dei “Grandi Magazzini”, nel ‘Dipartimento Valigeria’ sono riportati disegni al tratto che riproducono con fedeltà valigie in cuojo rosso o nero, a soffietto con tasche interne, guarnizione in cuojo nazionale, placca e serrature in metallo dorato, il tutto in grandezza di prescrizione ferroviaria. Non mancava, infine, tutto quanto altro di utile e confortevole per un viaggio in treno.

Pagina tratta da un catalogo dellepoca con immagini di valigie e borse da viaggio.

Pagina tratta da un periodico dellepoca del 1928.

Due dame in tenuta ritratte presso una biglietteria di una fantasiosa stazione ferroviaria.

Si noti il grande baule e, sul fondo, una locomotiva.

Un manifeso ferroviario pubblicitario della Rete Mediterranea relativo al Lago Maggiore. Da notare l’abbigliamento della coppia e le due valigie, aggiunte dallo scrivente, con molti adesivi forniti dagli Hotel alla propria clientela.

Chiudiamo queste brevi note con una osservazione: Ma viaggiare in treno era sempre così bello e così comodo?”.

La risposta la troviamo nelle due testimonianze sotto riportate: incisione che mostra un Treno di Piacere di fine 800 e gli ultimi versi di una poesia scritta da Edmondo De Amicis, il pudico autore del libro “Cuore.

   

(Le immagini proposte nel presente articolo appartengono alla collezione dellautore)

 chiudi la pagina