di Andrea Cozzolino

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Esattamente cento anni fa, nel 1912, seguendo le direttive statali e comunali che imponevano di preferire la produzione locale per gli ordinativi di nuovo materiale rotabile, la Societé Anonyme de Tramways Napolitains (S.A.T.N.) fece costruire dalle O.F.M. (Officine Ferroviarie Meridionali) 60 elettromotrici, che, se da un lato costituivano (per la loro “linea” e la loro struttura) un’autentica novità, dall’altro (come appare dai documenti esistenti presso l’Archivio E.A.V. relativi alla dismissione di moltissimi esemplari tra il 1935 ed il 1936) furono certamente tra le vetture peggiori della dotazione tramviaria dell’Azienda napoletana: basti pensare che le “O.F.M. 1912” erano talmente sgangherate che si poteva scorgere dall’esterno il movimento dei piantoni e delle casse. In realtà, esse erano troppo “lunghe” rispetto al truck, e questo rendeva ovviamente difficile la conservazione di un normale assetto di marcia.

Ma vediamo ora di conoscere comunque un po’ più da vicino questi tram: erano essi montati sul “solito” truck Brill 21/E comune a quasi tutte le motrici napoletane, ma allungato all’interasse di 1980 mm. È, come si vede, una misura abbastanza notevole, ma ancora limitata rispetto alla lunghezza totale della vettura, che era di m 8,600.

Foto di fabbrica (coll. E. Bevere) e disegno (Archivio ANM) delle vetture tipo “O.F.M. 1912”. Da ambedue si riesce chiaramente a comprendere come le casse delle motrici fossero notevolmente “sbilanciate” rispetto alla lunghezza del truck sul quale poggiavano.

Si notino poi l’alto e lungo lucernario che le caratterizzava e il settore centrale “aperto” tra i compartimenti di I e II classe.

Le “500” (come erano comunemente definite) erano dotate di due motori A.E.G. del tipo U.140, che erogavano una potenza complessiva di 70 HP: tale caratteristica ne favorì l’impiego prevalentemente su linee urbane pianeggianti, in particolare quelle interessanti la zona del “nuovo rione Amedeo”; non a caso, le immagini di queste vetture ce le mostrano in servizio soprattutto sulle linee 5 e 19, oltre che 12 e 21.

Tre immagini delle “500”: la 501 (coll. P. Tordeur) è ritratta in piazza Bovio in servizio sulla linea 12, la 524 sta percorrendo via S. Lucia mentre sono in corso dei lavori (linea 19: coll. Litigio) e la 519 (linea 21: coll. Litigio) risale via Monteoliveto.

Ma le “500” costituirono una novità soprattutto per la struttura della cassa, che presentava eleganti frontali a quattro vetri che chiudevano le piattaforme; lateralmente, allo stato d’origine, si avevano tre nette divisioni; i due scompartimenti di I e II classe - per la prima volta forniti di sedili trasversali (ben 26) - presentavano tre finestrini, mentre al centro vi era uno spazio “vuoto”, probabilmente aperto nella stagione estiva, mentre - in altre immagini - le O.F.M. ci appaiono, nella sezione centrale, dotate di un piccolo telaio mobile, con ancora tre luci: un singolare esempio, insomma, di “convertible car”!!

Vista laterale della motrice 549 in servizio sulla storica linea 5 (foto Masino, coll. Marzorati).

In seguito, le “500” furono dotate di telaio centrale fisso, con due luci, per un totale di otto finestrini laterali. Molto elegante la livrea, con colorazione giallo-rossa (peraltro usuale), ma resa particolarmente raffinata dalle filettature rosse in campo giallo, nel tempo ovviamente sostituita dal classico bi-verde.

La vettura 558, fotografata mentre esercita la linea 19, presenta il compartimento centrale con due moduli fissi:

è – nel tempo – l’ultima modifica subita da questa sezione delle motrici “500” (foto Masino, coll. Marzorati).

 I difetti delle “O.F.M. 1912” dovettero manifestarsi abbastanza presto; non a caso la S.A.T.N., nonostante la “giovane età” di queste vetture, non ne tenne alcuna per sé all’atto dell’acquisizione delle linee urbane da parte del Comune, anche se in questa decisione dovette influire certamente (oltre il tipo consueto di utilizzo cui s’è già fatto cenno) la giacenza “fissa” di queste motrici presso il deposito “Carlo III”, un impianto che esse non lasceranno mai. Fu tuttavia con la gestione E.A.V. (e con il rinnovamento del parco operato negli anni ‘30) che le pecche di questa serie di motrici vennero prepotentemente a galla; tra il 1935 ed il 1936, le “500” si ridussero quasi alla metà (31 vetture), mentre 544 veniva completamente ristrutturata con cassa metallica e motore CT 139K, diventando sin dal 1932 il prototipo (bidirezionale) delle “Balilla”.

Due “O.F.M. 1912” in primo piano mentre effettuano fermata sotto l’edificio della Borsa.

La 547 (che è in servizio sul 5) è l’unica motrice sopravvissuta agli eventi bellici allo stato d’origine (coll. E. Bevere).

Il problema delle “500” residue si ripropose nella seconda metà degli anni ‘30, ed allora l’E.A.V. decise di ricostruire, ma conservando la cassa in legno, ventuno vetture della serie, che furono, in tre lotti, completamente ridisegnate dalla M.A.T.E.R. tra il 1938 e il 1940. Il nuovo schema prevedeva innanzitutto la riduzione della lunghezza della cassa (sei soli finestrini ne sono la testimonianza), per adeguarla finalmente al truck; e nuove furono anche la motorizzazione (due motori CT 139K, per una potenza complessiva di 116 HP) e la numerazione: 351÷371, il primo nucleo di un maxi-gruppo 279÷398, che apparirà nel dopoguerra. Ed è proprio dal dopoguerra che risulta pressoché impossibile seguire le vicende di queste vetture ricostruite, mentre sappiamo che le “500” “vecchio tipo” scompaiono tutte entro il 1946.

Non sembrano più assolutamente le stesse le motrici 354 (foto Haynes, coll. Bevere), 365 e 368 (Archivio ANM),

dopo la ricostruzione totale subita nella seconda metà degli anni ’30. Eppure sono, nell’ordine, 522, 543 e 523!!!

Omologate ad uno schema unitario, che comprende tutte le biassi napoletane bidirezionali,

mostrano chiaramente una cassa di dimensioni molto più ridotte rispetto a quella originaria. Anche il lucernario è sparito …

Anche tre “M.A.T.E.R.” (precisamente le motrici 358, 360 e 362) soccombono agli eventi bellici, ma per le altre (ammettendo che abbiano mantenuto le stesse matricole sino alla radiazione) possiamo solo - come per tutte le altre due assi - registrare il progressivo ridursi delle unità in servizio sino alla completa dismissione della serie, probabilmente completata nel 1960.

La motrice 363, ex-531, negli ultimi anni di servizio viene utilizzata sulle linee da e per i Comuni del Nord

(foto Masino, coll. Marzorati).

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